Segregata, perizia sul compagno
PAVIA Antonio Calandrini, l'uomo di 60 anni accusato di avere segregato la convivente fino a farla morire, sarà sottoposto a una valutazione psichiatrica. La richiesta della difesa, sostenuta dall'avvocato Valentina De Renzis, trova il favore della procura e nei prossimi giorni sarà fissato l'incidente probatorio, cioè un'udienza davanti al gip in cui l'esame di Calandrini sarà anticipato e "congelato" in vista del processo. L'uomo, che si trova attualmente agli arresti domiciliari dalla sorella a Pavia (il gip aveva accolto la richiesta di scarcerazione della difesa) è accusato di abbandono di incapace e di maltrattamenti, che avrebbero causato la morte della moglie, Laura Carla Lodola, di 55 anni. Accuse gravi, che il codice penale punisce fino a 24 anni di carcere, e scattate subito dopo la scoperta all'interno dell'appartamento di via Tasso, alla Torretta, dove la coppia aveva abitato per anni. Era stato lo stesso Calandrini a dare l'allarme, chiamando il 118. Quando i medici erano arrivati all'interno della casa si erano trovati di fronte a una scena da brividi: un donna di appena 15 chili e piena di piaghe era rannicchiata nel letto. Laura Carla Lodola era morta qualche giorno dopo in ospedale. Ora per Calandrini si va verso la perizia psichiatrica, attraverso cui valutare la capacità di intendere e di volere di Calandrini. Di capire, cioè, se davvero l'uomo era nel pieno possesso delle sue facoltà quando vedeva la convivente, di fianco a lui nel letto, consumarsi ogni giorno a poco a poco. (m. fio.)