«Con le radici a Varzi e come obiettivo far crescere l’Oltrepo»
«E' come se fosse mancato un fratello». Poche ma significative parole da Elio Berogno, ex sindaco di Godiasco ed ex presidente della comunità montana, attualmente presidente della Rsa Varni Agnetti di Godiasco. «Giovanni Azzaretti era sindaco di Varzi quando io ho cominciato la mia attività politica iniziando come consigliere comunale. Per lui parlano le tante opere e le tante persone che ancora oggi o hanno lavorato o lavorano, portando a casa uno stipendio per merito suo». Dopo il diploma al liceo scientifico di Voghera, Giovanni Azzaretti si era laureato in Medicina nel 1961, conseguendo poi le specializzazioni in Malattie infettive (1963), Igiene (1965) e Pediatria (1969). Fra i suoi molteplici incarichi, fu direttore sanitario dell'ospedale civile di Voghera dal 1970 al 1980 e, dopo averlo realizzato ex novo, fu commissario e presidente dell'ente ospedaliero Ss. Annunziata di Varzi dal 1972 al 1975.VARZI La scomparsa di Giovanni Azzaretti ha scosso profondamente la comunità del paese che gli ha regalato i natali: Varzi, dove era nato il 22 gennaio 1933. L'attuale sindaco del capoluogo montano, Gianfranco Alberti, lo ricorda commosso: «Ha lottato fino all'ultimo contro una malattia che purtroppo non gli ha lasciato scampo. Giovanissimo sindaco di Varzi seppe promuovere l'economia e l'evoluzione sociale del suo territorio con spirito di innovazione e intraprendenza lungimirante. L'ospedale Santissima Annunziata di Varzi, sua creazione e sempre sua preoccupazione, rappresenta un esempio concreto del suo modo di agire. La sua lunga carriera di politico costellata di tanti successi lo vide protagonista instancabile, con la ferma intenzione di tutelando sempre il nostro territorio montano. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. La nostra comunità lo saluta con affetto e riconoscenza, consapevole di aver ricevuto una grande lezione di vita, umana e politica». Arriva anche il ricordo dei due ex amici e sindaci di Varzi, Giuseppe Tevini ed Ernesto Querciolli. «Nino lo conosco da una vita, abbiamo fatto le scuole insieme – dice Giuseppe Tevini – Per noi è sempre stato un punto di riferimento: aveva tante qualità, ma la cosa che abbiamo sempre apprezzato in lui è che ha sempre aiutato tutti, indipendentemente dai colori politici. Di uomini come lui non ne nasceranno più». «Da sindaco ho istituito la benemerenza del San Giorgino d'Oro che ho consegnato per la prima volta proprio a lui – afferma Ernesto Querciolli – Lui è sempre stato pragmatico, positivo, uomo di parola e di serietà assoluta. Nel suo lungo percorso politico era anche riuscito a compattare in Oltrepo Pavese la Democrazia Cristiana, operazione sfociata poi nella sua elezione a senatore della Repubblica. Un'elezione positiva voluta dal popolo e ricambiata con risultati concreti: ospedale di Varzi, Ufficio speciale Oltrepo, Dea e tanto altro ancora». Il ricordo e la gratitudine per Nino giungono da tanti amministratori, politici e amici della Valle Staffora. «Con Giovanni Azzaretti se ne va una delle figure più rappresentative della valle Staffora – ha detto il sindaco di Rivanazzano Terme, Romano Ferrari – Per mezzo secolo è stato un punto di riferimento per tanti amministratori e cittadini. L'amministrazione comunale di Rivanazzano Terme si stringe attorno alla sua famiglia in questo momento di dolore, nel ricordo di una persona che tanto ha dato a questo comune». Giovanni Azzaretti nella sua lunga carriera è anche diventato cittadino onorario di Fortunago. Infatti, per questo borgo ha fatto veramente tanto. «Lavorare sempre per il territorio ed esclusivamente per il bene della comunità, come lui ci ha insegnato – il ricordo del sindaco di Fortunago, Pierachille Lanfranchi – Soltanto seguendo questo modo di agire potremo rendere omaggio ad una figura che ha fatto tanto per tutta la nostra zona». «Penso che si possa parlare di una grave perdita per le nostre valli – dice il primo cittadino di Montesegale, Carlo Ferrari – La sua figura è stata fondamentale per il territorio della Comunità montana dell'Oltrepo pavese». Un accorato ricordo giunge anche dall'amico e «rivale» politico Luigi Panigazzi (già senatore socialista, 90 anni) che dice: «Seppur divisi politicamente abbiamo sempre condiviso un grande amore per la nostra Valle Staffora e nel corso della vita abbiamo affrontato, a volte insieme, problematiche sia a livello provinciale sia nazionale. Mi mancherà la tua profonda amicizia. Ciao Nino». Il grande amico Giancarlo Vitali, presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, traccia un profilo che rispecchia il vero carattere dell'uomo: «Politicamente sono cresciuto insieme a Giovanni Azzaretti e da lui ho imparato a misurarmi con il mondo della politica in un'epoca in cui non era certo facile dare spazio ai giovani. Di lui ho apprezzato la determinazione, il rigore, l'attenzione alle cose da fare e non alle parole da dire. Il rispetto della parola data è stato un altro suo tratto caratterizzante, insieme ad una grande attenzione alla sua terra, quell'Oltrepo che ha forgiato una parte di noi. Sotto un aspetto a volte burbero si nascondeva una grande voglia di fare e di fare bene per raggiungere gli obiettivi prefissati togliendo di mezzo ostacoli, senza guardare in faccia a nessuno». Domani pomeriggio in Duomo a Voghera saranno tantissimi gli amministratori comunali e gli esponenti di associazioni che operano sul territorio a voler essere presenti all'ultimo saluto ad un personaggio del carisma e dell'autorevolezza politica ed amministrativa di Nino Azzaretti. Mattia Tanzi