Vendita quote Enel, titolo chiude a -0,44%
ll ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato ieri l'avvenuta cessione di 540.116.400 azioni ordinarie Enel corrispondenti a circa il 5,74% del capitale della società. A seguito dell'operazione, la partecipazione detenuta dal ministero in Enel è scesa dal 31,24% al 25,50% circa del capitale sociale della società. Il corrispettivo della vendita delle azioni Enel ammonta complessivamente a circa 2,2 miliardi di euro. Il regolamento dell'operazione avverrà il prossimo 2 marzo. In Borsa il titolo è arrivato a perdere circa l'1%, ma poi ha limitato i danni chiudendo a -0,44%. Continuano però le polemiche politiche sulla "privatizzazione" del 5,74%. Per Stefano Fassina della minoranza Pd «la vendita della quota di Enel è un errore. Gli effetti sulla tendenza del nostro crescente debito pubblico sono irrilevanti. Gli effetti sul deficit sono negativi poiché i dividendi persi sono superiori ai risparmi di spesa per interessi». Secondo Fassina, inoltre, «si mette a rischio l'efficacia del controllo pubblico scesa al 25% e si realizza così un altro punto della insostenibile agenda della Troika».