Palazzo crollato va all’asta un affare da 671mila euro

Continua il lavoro di organizzazione e allestimento della prossima Fiera dell'Ascensione, la 633ª, con regia ancora affidata all'assessorato al commercio e al comandante della polizia locale Calcaterra. La parte relativa alla comunicazione e al marketing degli eventi è stata affidata all'agenzia vogherese Bell&Tani, per un importo di 16.920 euro, con un provvedimento firmato proprio da Calcaterra.di Roberto Lodigiani wVOGHERA A otto anni dal rovinoso crollo del 21 settembre 2007, finisce all'asta il palazzo di piazza Duomo all'angolo con vicolo Magnanino, da allora chiuso e disabitato. Si arriva alla vendita dopo il fallimento dell'immobiliare San Giorgio proprietaria dei negozi al piano terra (bar Tiffany, oreficeria e tabaccheria), mentre il resto dell'edificio - ora messo in sicurezza - appartiene al gruppo alessandrino Marletti. Sei lotti, con prezzi base che oscillano dai 155mila ai 35mila euro, offerte di acquisto in busta chiusa da far pervenire entro l'11 maggio allo studio Bozzi di Pavia, con apertura delle buste prevista l'indomani. Se non arriveranno proposte, nuove tentativo il 9 giugno, stavolta con procedura di vendita all'incanto e possibilità quindi di rilancio rispetto al prezzo base. In un'esito positivo dell'asta confida, oltre alla proprietà, la stessa amministrazione comunale, impegnata nell'operazione di rifacimento e riqualificazione dei portici di piazza Duomo: il restauro della palazzina crollata faciliterebbe l'iter dei lavori restituendo decoro a quell'angolo del centro storico. Il cedimento, nel quale rimase ferito un operaio, impegnato nella ristrutturazione, riguardò le parti interne: miracolosamente, la facciata tenne, in caso contrario sarebbe precipitata tra le bancarelle del mercato ambulante con conseguenze potenzialmente disastrose. In seguito a quei fatti, ci sono stati quattro rinvii a giudizio e il processo di primo grado si è concluso con la condanna a due anni di reclusione (con sospensione condizionale della pena) di Roberto Muntoni, responsabile della ditta appaltatrice delle opere di ristrutturazione, e di Antonina Puddu, legale rappresentante della stessa; a un anno e dieci mesi (sempre con i benefici di legge) di Ambrogio De Lucia, legale rappresentante della subappaltatrice Lc Costruzioni, mentre il progettista e direttore dei lavori, ingegner Allegro, era stato giudicato con rito abbreviato e condannato a un anno e due mesi. Il tribunale aveva riconosciuto anche un risarcimento danni di 300mila euro alla Immobiliare San Giorgio e di 50mila alla Marletti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA