«E pensare che temevo annegassero»
MILANO Alessandro, classe 2000, è tornato a casa dai campionati regionali di nuoto con 1 oro, 1 argento e 1 bronzo individuale. Federico, classe 2011, con 5 ori su 5 gare in cui è scattato dai blocchi di partenza. Oltre alle tre medaglie che hanno vinto nelle staffette con la loro squadra, l'Estra team. Ma anche dopo due fine settimana di gare, la parola d'ordine di mamma Simona Burdisso è una sola: «Sono due ragazzi normalissimi, e faccio fatica a parlare dei loro risultati. Sono felice per loro se arrivano, visto l'impegno che ci mettono. Ma la priorità è la scuola. Alessandro lunedì, dopo le gare, era giù dal letto alle sei del mattino: doveva ripassare per la verifica di storia». E più li si osserva da vicino, più sembra davvero questo il segreto dei due giovanissimi talentipavesi del nuoto: normalità e famiglia. Normalissimo quasi banale è il motivo per cui hanno iniziato a nuotare, che mamma Simona, sempre a fianco ai figli con il marito Stefano a bordo vasca, racconta con pudore: «Volevo star tranquilla quando andavo al mare, sapere che se anchemi distraevo un attimo loro non avrebbero corso rischi in acqua. Così già dai 3 anni li ho portatiin piscina. Alessandro ci è sempre andato volentieri. Con Federico, paradossalmente visti i suoirisultati di oggi, ho dovuto insistere. Beh, ora mi dico che forse ho fatto bene». Federico è in terza media alla scuola Leonardo da Vinci. Il fratello, di un anno più grande, al primo superiore al Liceo Scientifico delle Scienze applicate Cardano di Pavia. «Ci tengono a fare bene anche a scuola. Sono molto inquadrati, forse addirittura un po' dei soldatini. Ma non li ho mai sentiti vantarsi né a casa, né con i compagni, per un risultato positivo, a scuola come in piscina. Semplicemente loro sanno quali sono i tempi e gli spazi della loro vita. Tornano a casa da scuola, studiano finché non è ora di andare a nuoto, una volta alla settimana vanno anche ad inglese, Federico un po' controvoglia, lui è un po' più ribelle, il fratello più ligio. Ma tanto sa che per noiè importante e non si discute». Federico ed Alessandro da anni sono seguiti da Mario Franchi cheora li allena, per la società Estra, quattro volte alla settimana all'Oasi di Lacchiarella, e due volte al Forum di Assago. Mamma e papà sono sempre accanto a loro: «Mi ero ripromessa che non avrei mai fatto la pendolare dello sport. Purtroppo le cose non sono andate come avremmo desiderato a Pavia. Allora cerchiamo di utilizzare al meglio anche il viaggio. L'altro giorno in macchina io facevo ripassare inglese a Federico e mio marito Stefano aiutava Alessandro con informatica. Ma per il resto siamo davvero una famiglia normale, quasi banale. Certo qualche sacrificio c'è. A Natale e Carnevale i ragazzi hanno preferito allenarsi che andare a sciare». La posta in palio d'altronde si fa sempre più interessante. «Federico, soprattutto, e questo mi piace, è molto focalizzato sui suoi obiettivi: ora i prossimi sono i campionati italiani. Per raggiungerli ascolta molto il suo allenatore. Per esempio, Mario gli ha detto che la tecnologia fa perdere il contatto con la realtà. Allora ha deciso "Basta What's up"». Ma nella vita normale di due giovani campioni, tra studio e vasche, c'è un altro fondamentale ingrediente. Spiega Simona Burdisso: «Tra di loro non ci sono rivalità. Anche se ora è Federico, il piccolo, quello più forte, Alessandro resta protettivo e solidale con lui. E in una staffetta è stato felice di lasciargli il posto». Scuola, famiglia e complicità, ecco come crescono due fratelli campioni.(r.sp.)