Villanova, Gen Set verso i licenziamenti

Nel 2006 i lavoratori della Gen Set di Villanova d'Ardenghi erano 250. Ora sono 113 e rispetto a quei tempi, il fatturato è dimezzato. La crisi alla Gen Set era arrivata nel 2008. i lavoratori avevano smaltito tutte le ferie arretrate. Poi ci fu la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, e dal 2011 il contratto di solidarietà. Quello di Gen Set fu il primo in provincia di Pavia: un ammortizzatore sociale studiato per garantire comunque l'occupzione, riducendo l'orario di lavoro, in cui lo stipendo viene in parte pagato dall'azienda e in parte dall'Inps.di Anna Ghezzi wVILLANOVA D'ARDENGHI La Gen Set è arrivata alla resa dei conti dopo quattro anni di contratto di solidarietà e tre tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Il 7 marzo scade il secondo biennio di contratto di solidarietà per i 113 dipendenti della ditta di Villanova che produce gruppi elettrogeni e motosaldatrici: con l'accordo tra parti sociali e datoriali si era stabilito di ridurre orario di lavoro e stipendio ma di garantire tutti i posti di lavoro. E già si parla di esuberi, da 16 fino a 50 su un totale di 113 dipendenti. «Gen Set non è un'azienda in crisi – spiega Dino Giordano, responsabile delle risorse umane dell'azienda – ma è un'azienda sovrappopolata. In questi anni è stato perseguito un progetto orientato al sociale, l'azienda ha preso posizione mantenendo il sito produttivo e con tutti gli strumenti a disposizione siamo riusciti a trovare un equilibrio. Ma il mercato è ridotto: rispetto al 2008 i volumi si sono dimezzati, allora fatturavamo 30 milioni, ora sono 15. Gen Set non può più garantire l'occupazione di tutte le risorse, in quanto è difficile ipotizzare nel breve e medio termine il recupero dei volumi del passato». Nel 2008 Gen Set aveva 212 lavoratori, ora sono già 100 in meno. Ma non basta. «L'azienda deve attuare un piano di riorganizzazione che prevede un certo numero di esuberi – spiega Giordano – necessari a riparametrare l'azienda ai nuovi volumi di produzione. Oggi Gen Set con 50 esuberi tornerebbe a essere un'azienda che fa utili. Abbiamo dimostrato di dare valore alle persone ma dobbiamo anche perseguire l'obiettivo dell'impresa: possiamo discutere un piano che prevede meno di venti esuberi con un patto sociale». In pratica: contratti part time per più lavoratori e meno esuberi oppure orario pieno per meno persone e più esuberi. Il 3 marzo ci sarà un tavolo tra sindacati e azienda alla sede dell'associazione industriali. «Il ministero del lavoro ha confermato che non ci sono più strumenti e ammortizzatori sociali a disposizione per Gen Set – spiega Fabrizio Raina, Confindustria Pavia – L'azienda ha utilizzato già la cassa straordinaria, l'ordinaria, due contratti di solidarietà. Probabilmente occortrerà mettere in campo la mobilità perché non c'è abbastanza lavoro per tutti». «La crisi del mercato dell'edilizia e la situazione internazionale instabile che ha rallentato i nuovi progetti di oleodotto non ha aiutato la Gen set – spiega il segretario Fiom Carlo Bossi – quindi non vedo grande prospettiva. Per evitare licenziamenti si potrebbe pensare a una riduzione oraria temporanea per un anno o un anno e mezzo, aspettando che vada in porto l'azzeramento degli ammortizzatori sociali, previsto ad agosto di quest'anno. In pratica si tratterebbe di andare avanti come col contratto di solidarietà, spalmando le ore ridotte su tutti i lavoratori. In meno di un decennio Gen Set ha perso quasi tre quarti dei posti di lavoro e in questa provincia il reimpiego è pari a zero».