La protesta di Mirabello «Ci hanno abbandonati»
La pista ciclo pedonale di via Pavesi che costeggia il parco della Vernavola è utilizzata dai residenti che vanno a correre, passeggiare o in bicicletta, ma ci sono diverse buche lungo il percorso. All'inizio verso via Montemaino c'è uno steccato di legno marcio che in pratica è stato buttato in un fosso perchè inutilizzabile. Via Montemaino ha diversi problemi di viabilità perchè i cittadini che scendono dagli autobus non hanno un'area dove poter essere in sicurezza e attraversare la strada. I disabili hanno difficoltà di passare perchè non c'è un marciapiede che delimita lo spazio dove possono stare.di Marco Quaglini wPAVIA «Il Comune ci ha dimenticati». I residenti del quartiere che si sviluppa attorno alla Vernavola si sentono abbandonati dall'amministrazione. Si parte dalla piazza della chiesa, con il bel centro Caritas e l'oratorio, passeggiando sul ponte della Vernavola e dirigendosi verso piazza della Battaglia (stando attenti a non prendere i rami delle piante in faccia) fino a via Mirabello e alla scuola Malcovati. Il tour all'interno del quartiere mette in luce lo stato d'animo dei cittadini che si sentono trascurati pur essendo una zona «in cui tanti hanno comprato casa perchè volevano tranquilli». Mirabello è un rione in cui la vita scorre serena con cittadini molto impegnati nel sociale: dal circolo con simpatici anziani al negozio di alimentari che è anche sede di un'associazione. «Io vivo a Mirabello da 38 anni, da diversi anni ho la mia attività vicino alla chiesa, prima era a qualche centinaio di metri da qua». Armando Fiocchi dall'interno del suo negozio, ha visto la storia del rione. Ora è in pensione, ma sempre molto attivo per il quartiere che ama. Prima offre il caffè, poi inizia la passeggiata partendo dal bel centro multimedico, l'oratorio e la Caritas. «Vede - chiama l'attenzione Fiocchi - abbiamo cose belle, ma il Comune ci stanno dimenticando: perchè lo fanno? Qui c'è brava gente, che si aiuta e ha cuore». Buche sulla pista ciclabile, la Vernavola mal tenuta, rami secchi, ma soprattutto i cittadini protestano per l'intenzione da parte dell'amministrazione di rendere la strada principale, via Mirabello, a senso unico. E' la principale battaglia che i cittadini conbattono. Sono state raccolte duemila firme (contro la lachiusra del Malcovati e il cambiamento della viabilità) e due mesi fa l'assessore Lazzari, Canale e Castagna avevano incontrato i residenti nella sala della parrocchia. «Io sono stato il primo a firmare la petizione - commenta don Antonio Rossini - tante sottoscrizioni le abbiamo raccolte in oratorio». Camminando sul ponte della Vernavola si nota il degrado e, un pò dovunque, è necessario fare uno slalom tra i rami secchi non tagliati perchè arrivano ad altezza volto. Finchè ci si imbatte nel cuore del quartiere, al centro del problema: il senso unico che il Comune vorrebbe mettere sulla via pincipale. Ci sono auto in divieto di sosta e con il contemporaneo passaggio di un autobus c'è poco spazio. «Vogliono fare il senso unico, ma passano poche macchine», spiega Fiocchi che incontra Mariangela Ferrari che gestisce l'edicola. «Il sendo unico è una decisione calata dall'alto - spiega la giovane - come chiudere la materna. Incide nella vita del quartiere e modifica la circolazione su un tratto che definiscono ‘altamente pericoloso' quando passano poche auto. E' vero che molti parcheggiano in senzo vietato, ma se il Comune cambia la viabilità diventa un circuito e la velocità aumenta».