Vigili al lavoro nelle feste il giudice boccia il Comune

di Roberto Lodigiani wVOGHERA A Pasquetta il riposo diventa sacro anche per i vigili urbani. Il giudice del lavoro ha accolto, infatti, il ricorso presentato da otto «ghisa» vogheresi, ribaltando quanto stabilito dall'amministrazione comunale che aveva imposto l'obbligo della presenza lavorativa nei giorni festivi infrasettimanali. Un'interpretazione del contratto, prevalsa al termine della trattativa con l'ufficio legale e la segreteria generale di Palazzo Gounela, ma contestata dagli agenti, decisi ad imporre il diritto al riposo compensativo, anche per stabilire un'uniformità di trattamento con i colleghi degli altri uffici comunali, rigorosamente chiusi nelle festività non domenicali. Alla polizia locale, ovviamente, spettano funzioni di ordine pubblico e di sicurezza il cui espletamento impone la presenza anche in quelle date, mentre gli altri dipendenti del municipio non hanno questi obblighi, ma la vertenza puntava a veder riconosciuto il principio di fondo. Non è finita. Alla causa intentata da otto vigili (patrocinata dal sindacato autonomo Sulpm) si aggiunge quella analoga promossa da altri venticinque colleghi, con sentenza del tribunale attesa per il 10 marzo. Se pure in questo caso le conclusioni del giudice saranno favorevoli ai ricorrenti, il risultato sarà che la larga maggioranza dell'organico di corso Rosselli (formato da 37 unità, compresi il comandante Giuseppe Calcaterra e il vice Gianluigi Algeri) potrà usufruire del riposo anche se concomitante con feste infrasettimanali. Il che potrebbe creare qualche problema organizzativo nel garantire i servizi sul territorio e le presenze negli uffici in quelle occasioni. Una possibile emergenza legata all'esito del braccio di ferro con l'amministrazione e gli organismi dirigenti del personale sulla lettura della particolare norma del contratto. Se Voghera ha concluso negando il diritto al riposo, provocando la reazione della massa degli agenti (seccati, sembra, anche dal mancato appoggio o quantomeno interessamento della componente politica della municipalità) altri comuni sono arrivati a un esito esattamente opposto, riconoscendo già in sede di trattativa contrattuale tale diritto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA