Dehors e tavolini, tariffe quadruplicate
Tra i tanti che in questi giorni hanno ricevuto lo choc delle bollette Tosap ci sono i titolari della storica trattoria Cento Torri di corso Garibaldi. «Ogni anno facciamo la licenza per l'occupazione di spa«i e aree pubbliche dal 1 febbraio al 30 novembre – spiega Massimo Calvi – per mettere i tavolini fuori. Come al solito ho chiesto i bollettini per le quattro rate. L'anno scorso avevamo pagato 1180 euro in tutto. Quest'anno però mi hanno detto che c'erano stati dei cambiamenti, che si paga in base alle giornate. E che in base alla mia licenza, per 32 metri con vasi di fiori e pedana mi hanno fatto un preventivo di 5200 euro. Una cifra importante, visto il lavoro che non c'è e se si pensa che poi, i giorni in cui davvero si riesce a sfruttare il plateatico dipendono dal meteo: negli ultimi due anni il tempo non ha aiutato. D'altro canto rinunciare significa perdere quasi metà del lavoro in estate, i pochi stranieri che arrivano fin qui chiedono sempre di mangiare fuori, c'è chi non aspetta altro. In più teniamo pulito, curiamo i fiori, abbiamo reso questo angolo più bello: non ci aspettavamo una cosa del genere».di Anna Ghezzi wPAVIA Un conto da pagare passato da 1180 a 5200 euro per mettere i tavolini davanti al ristorante in corso Garibaldi. E da poco più di 5mila a 22mila euro in uno dei bar di piazza della Vittoria. La stangata per i commercianti arriva con le belle giornate, quando timidamente torna la voglia di prendere un caffé o un aperitivo all'aperto. Tornano i tavolini fuori e tornano le bollette per la tassa di occupazione spazi e aree pubbliche. Ma quest'anno in tanti hanno sussultato di fronte al preventivo di spesa, più che quadruplicato rispetto all'anno scorso. Il vicesindaco e assessore al commercio Angela Gregorini però cerca di correre ai ripari: «Ci siamo resi conto che ci sono stati degli errori nei calcoli delle tariffe per un cambio di interpretazione della normativa da parte dell'agente di riscossione (Aipa, ndr), stiamo facendo le ultime verifiche con gli uffici. Abbiamo ricevuto le segnalazioni delle associazioni di categoria e dei cittadini, avremo un incontro la settimana prossima per vedere insieme che cosa fare». Negli uffici del Comune spiegano che non è il regolamento Tosap ad essere cambiato, non ci sono determine dei dirigenti, delibere di consiglio o di giunta. Ma che ci sono stati cambiamenti all'Aipa Spa, l'agente della riscossione. Una specie di Equitalia per le tasse locali. In pratica i locali che chiedevano la licenza per mettere fuori i tavolini (l'occupazione di suolo e area pubblica) da febbraio a novembre venivano equiparati a quelli che le tenevano fuori 12 mesi. Ora, invece, il regolamento è stato applicato alla lettera, pare, imponendo la tariffa giornaliera a tutti questi locali. «L'interpretazione del regolamento non è cambiata da parte del Comune di Pavia ma da parte del concessionario – conferma Gregorini – e quindi stiamo cercando di capire come fare». Gli esercizi pubblici, a Pavia sono circa 500, più della metà dei bar e ristoranti - quasi 300 - sono situati nel raggio del centro storico. Un incentivo ai dehors da parte della passata giunta era stata la pedonalizzazione di Strada Nuova nelle sere di movida estiva e la possibilità di fare musica per tre sere a settimana, la giunta Depaoli aveva esteso la pedonalizzazione a corso Cavour e prorogato i termini (che scadevano all'inizio di febbraio) per mettersi in regola con i canoni dell'arredo urbano stabiliti dal regolamento comunale del 2012. Ma ora c'è grande allarme. Tra i bar di piazza Vittoria c'è fermento. Hanno già tirato fuori i tavolini, si sono coordinati per andare in Comune con una posizione unitaria e attendono l'incontro della prossima settimana: «Ci dicono che nulla è ancora deciso – dice il titolare di uno dei bar della piazza – ma se non cambia qui si perdono almeno 50 posti di lavoro. Intanto noi non paghiamo nulla». C'è infatti tempo fino a novembre per saldare, tanti tuttavia iniziano a pagare ora, solitamente, per diluire la spesa nel tempo. «Stiamo raccogliendo e verificando le segnalazioni – spiega il presidente di Confesercenti Romeo Iurilli – Se è un cambio interpretativo, la politica faccia qualcosa per dare un indirizzo. Si tratta di aumenti realmente insostenibili»». «È un problema che abbiamo sollevato già da un po' di tempo – dice il direttore di Ascom, Gian Pietro Guatelli - interessando gli uffici competenti: pare si tratti di un problema tecnico-politico e, quindi, ci affidiamo ai "tecnici" e agli amministratori. Fino ad ora c'è stata, evidentemente, la volontà politica di andare in una determinata direzione, ora vedremo.Non vorremmo che ripetesse la storia del superbollo e che i tavolini finissero in cantina perché si tratterebbe di cifre improponibili con aumenti anche del mille per cento. La questione è molto pesante per un'impresa perché il tavolino è, soprattutto in alcune zone della città, una fonte di reddito insostituibile e si rischia, in alcuni casi, anche un calo di fatturato anche dell'80%: un danno insopportabile per le nostre imprese». a.ghezzi @ laprovinciapavese.it