Quando i russi arrivarono in Lomellina

VIGEVANO Lo spettro di "Baffone" e dei cosacchi che fanno abbeverare i loro cavalli alla fontana di Trevi, non si è mai concretizzato. Ma i russi, molto prima della Guerra fredda, calpestarono davvero da vincitori il suolo italico, giungendo fino a Pavia, Voghera e in Lomellina. Accadde nel 1799, quando l'armata del maresciallo Suvorov con gli alleati austriaci approfittò dell'assenza di Napoleone, bloccato in Egitto dalla flotta inglese dell'ammiraglio Nelson, per strappare ai francesi le conquiste ottenute dal Piccolo caporale durante la travolgente campagna del 1796. A maggio, presa Pavia, l'esercito austro-russo marcia verso Torino dividendosi in due colonne. Il principe Piotr Bagration, braccio destro di Suvorov, pone il suo comando al castello di Lomello fino all'occupazione di Alessandria, mentre lo stesso Suvorov avanza verso Voghera transitando da Pieve del Cairo per poi proseguire in direzione di Tortona e del Piemonte sabaudo. A Lomello, probabilmente, viene steso il proclama da indirizzare alle genti del regno sardo poi pronunciato a Voghera. Mikhail Suvorov, nato a Mosca nel 1729, muore a San Pietroburgo il 18 maggio 1800, poche settimane prima della rivincita napoleonica a Marengo. Il futuro imperatore, eluso con molta fortuna il blocco navale inglese, riesce a fare rientro in Francia e dopo aver sistemato gli affari di Stato in patria, ottenendo la carica di Primo console (quindi di uomo forte del regime repubblicano) prepara la seconda campagna d'Italia. Come una folgore, valica le Alpi, attraversa l'Oltrepo pavese, trascorre una notte a Voghera e infine piomba sugli austriaci acquartierati nei pressi di Alessandria. La battaglia di Marengo ha un andamento incerto e altalenante: dapprima è favorevole ai francesi, nel tardo pomeriggio gli asburgici sembrano padroni del campo quando sulla scena irrompe il giovane generale Desaix che muore durante la carica alla sciabola ma cambia le sorti dello scontro. Per Napoleone è il trionfo, l'Italia si allontana da Vienna e torna nell'orbita francese, il ricordo dei russi appare già lontano. (r.lo.)