Minacce alla famiglia di Giovannetti

Tante battaglie per la tutela dell'ambiente, lotte per la difesa del territorio e denunce alla magistratura sotto la bandiera della lista civica di «Insieme per Pavia» che durante l'ultima amministrazione comunale schierava Walter Veltri come punta in consiglio comunale ma che lavorava in squadra. E nel gruppo della lista civica il blogger Giovanni Giovannetti (nella foto) aveva un ruolo non marginale. Alle ultime lezioni però la lista civica di «Insieme per Pavia» non è andata oltre il 2 per cento. Dalle urne non è uscito un riscontro consistente del lavoro di opposizione svolto nei cinque anni di amministrazione Cattaneo e il gruppo delle voci critiche di Pavia si è ritrovato fuori dal consiglio comunale. «Insieme per Pavia» ha continuato nel lavoro di opposizione e di critica puntuale, ma senza più la visibilità che dà la presenza sui banchi del Mezzabarba. di Linda Lucini wPAVIA «Giovannetti stia attento alla sua famiglia». Le parole le pronuncia un quarantenne seduto in un bar a pasticceria alla fine di Strada Nuova senza neppure alzare gli occhi dal giornale che sta leggendo. Non le dice a caso visto che nel locale è appena entrato Samuel, 36 anni, figlio del giornalista, blogger e attivista politico Giovanni Giovannetti. «Come minaccia se presa alla lettera vale poco, purtroppo ne ho viste di peggio – dice Giovannetti senior – ma spiega il clima mafioso che alberga in questa città. Esiste un clima che appartiene ad una cultura mafiosa, pur non facendone parte. Funziona così: è sistema ed è la norma». Giovannetti non si dice stupito di quelle parole però si arrabbia. E ora ha intenzione di andare in procura e di sporgere denuncia. «Ne parlo non perchè io abbia paura, ma perchè è giusto farlo – dice – E poi io alle spalle ho tutte le altre vicende. Io parto da lì». Il ricordo corre all'incendio appiccato, nella notte tra il 30 e 31 dicembre del 2012, a una parte della sua abitazione adibita a magazzino. Andarono in cenere alcune centinaia di libri e vi furono danni agli arredi. Un rogo doloso che si era accompagnato pochi giorni prima all'auto andata a fuoco del consigliere comunale di Insieme per Pavia Walter Veltri. Nella macchina fu ritrovata una porzione di bottiglia, usata probabilmente per appiccare il fuoco, sul sedile del passeggero. Alcune settimane prima, 14 e il 17 novembre, comparvero una serie di croci nere sul portone dello studio dell'avvocato Francesco Maurici. Per quest'ultimo gesto la procura aveva chiesto il processo per Ciro Manna e per Dario Maestri ora scomparso, che stando alle accuse avrebbe concorso come mandante. Le indagini non hanno portato a dare alcun nome agli autori dei roghi. Maurici, Veltri e Giovannetti, a più riprese, avevano denunciato episodi legati alla gestione dell'urbanistica in città, segnalazioni ed esposti dai quali, in molte occasioni, l'autorità giudiziaria era partita per avviare indagini penali. Due esposti sono stati presentati nel luglio 2013 da Walter Veltri e Giovanni Giovannetti anche su Asm e prendevano di mira rimborsi spese e premi aziendali. «A fronte del muro di gomma della politica – dice Giovanni Giovannetti – e in questo ci metto pure ilPd, non potevo far altro che andare in procura. Del resto una parte della città ci ha emarginati perchè siamo dei rompiscatole e io ho dovuto subìre di tutto: intimidazioni, querele (ne ho avute ben venti) e senza contare che sono stato infamato. E non è ancora finita: solo negli ultimi quattro mesi per un volantino ho ricevuto sei querele per diffamazione».