Consulenze, indagato anche un tecnico
di Maria Fiore wPAVIA L'accusa gli contesta di avere utilizzato la carta di credito per spese personali. Ma Luca Filippi sarebbe «pronto a giustificare tutto». L'appuntamento per la difesa è fissato per venerdì mattina, quando l'ex presidente di Asm Lavori, ora in cella a Torre del Gallo, potrà dare la sua versione dei fatti al gip Anna Maria Oddone. Oltre all'accusa di peculato, che nasce dall'ipotesi di essersi appropriato di almeno 50mila euro di soldi pubblici attraverso l'uso della carta di credito a fini privati, Filippi junior deve difendersi anche dall'accusa di corruzione: secondo il magistrato Paolo Mazza si sarebbe fatto pagare percentuali del 10 per cento su alcuni lavori (per un totale di 66.290 euro) eseguiti dall'imprenditore Pierangelo Scariato, anche lui indagato. Ma c'è anche un terzo filone di contestazioni, su cui si stanno sviluppando in queste ore le indagini della procura. Luca Filippi avrebbe spinto alcuni collaboratori esterni a versargli una parte della retribuzione mensile, che veniva in precedenza gonfiata proprio per consentire al manager un margine di guadagno. Il filone su cui la procura si sta concentrando in queste ore, dunque, è quello delle consulenze. Secondo l'accusa gonfiate oppure, in alcuni casi, del tutto fittizie. Da alcune intercettazioni telefoniche e dall'esame di alcuni documenti, sequestrati dai carabinieri del nucleo investigativo, sono risultati contratti di collaborazione con importi di partenza di circa 1.800 euro al mese e in seguito lievitati. In un caso, la fattura di un consulente – per prestazioni che ora sono da chiarire – arriva fino a 4.800 euro. Per questo filone di inchiesta c'è già un altro indagato. È Angelo Cavagnini, un tecnico di Asm che si è occupato anche dei lavori di ripristino dei muri imbrattati dai writer. Il consulente (che ieri abbiamo provato a contattare, senza esito) compare, infatti, nel capo di imputazione contestato a Luca Filippi, come uno dei collaboratori che avrebbero versato al manager parte della retribuzione mensile, in accordo con lo stesso Luca Filippi. Ma nelle carte dell'accusa si parla anche di altri collaboratori assunti in Asm, «amici a cui Luca Filippi – racconta un testimone sentito dagli inquirenti – doveva un favore». Non ci sarebbero, al momento, altri indagati, ma in relazione a queste consulenze e collaborazioni esterne le verifiche degli inquirenti sono ancora da completare. Ed è proprio su questa necessità di proseguire gli accertamenti, e sul rischio di inquinamento delle prove, che il gip Anna Maria Oddone ha basato la decisione del carcere per Luca Filippi. Tanti i collaboratori che sarebbero disposti a "fare quadrato" per impedire le verifiche, secondo il magistrato. Il quale fa riferimento anche all'aumento delle assunzioni in Asm Lavori del 300 per cento durante la gestione Filippi. I numeri raccolti dagli investigatori sono chiari. Nel triennio tra il 2008 e il 2010 la società aveva tredici dipendenti. Nel 2011, quando Luca Filippi assunse l'incarico al vertice, i dipendenti aumentarono a 24 e diventarono 36 nel 2012, fino ad arrivare a 43 nel 2013. In questi numeri, però, non sono comprese le consulenze e le collaborazioni. Per avere un quadro più preciso di queste altre retribuzioni saranno esaminate nei prossimi giorni le carte sequestrate dai carabinieri l'altra mattina negli uffici di via Donegani e nelle abitazioni degli indagati. Ma sono stati anche programmati alcuni interrogatori. Nei prossimi giorni, da quanto è stato possibile sapere, saranno sentiti dipendenti e funzionari di Asm Lavori. Nei prossimi giorni potrebbe anche arrivare la decisione su una eventuale sospensione di Luca Filippi dal suo impiego al Santa Margherita. Al momento non risulta essere stato preso alcun provvedimento. E' arrivata, invece, la precisazione da parte della società Ecolevante, dove Filippi junior ha ricoperto l'incarico di consigliere fino a gennaio 2015, mese in cui la società è stata incorporata in Linea Ambiente e il Cda è stato sciolto. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA