Il vescovo Giudici lascia: «Grazie Pavia»
di Anna Ghezzi wPAVIA Tra meno di 20 giorni il vescovo di Pavia Giovanni Giudici rassegnerà le dimissioni: lo farà il giorno del suo settantacinquesimo compleanno, il sei marzo, come richiede la legge ecclesiale. E per l'occasione Aldo Poli, presidente della Fondazione banca del monte di Lombardia e consigliere d'amministrazione della Scala di Milano, ha organizzato un concerto con l'orchestra e il coro della Scala in Duomo. Quella Cattedrale restituita a Pavia dopo 20 anni di chiusura nel 2012. Ieri Poli ha annunciato lla notizia del concerto al vescovo insieme al sovrintendente appena confermato Alexander Pereira dopo il sopralluogo e dei tecnici del teatro milanese nella Cattedrale. «È un bellissimo regalo – spiega Giudici con un sorriso – Sono soprattutto contento per il Duomo e per la città: un concerto della Scala a Pavia è un valore aggiunto per tutti. Un bene per quest'edificio, cuore della città». L'anno scorso si era parlato di pensione anticipata per il vescovo, affaticato dalla malattia. Ora Giudici parla del futuro: «Le dimissioni sono un segno di obbedienza alla legge della Chiesa – dice – Io starei qui ancora un po'. Mi sono trovato bene, ma giustamente la chiesa chiede che al raggiungimento dei 75 anni si rimetta tutto nelle mani del Papa. Sarà una loro valutazione: io oggi credo che un po' di lavoro riuscirei ancora a farlo». Per esempio il vescovo vorrebbe portare a termine la visita pastorale: «Con la visita alla parrocchia del Duomo prevista a giugno – spiega – avrò visitato tutte le parrocchie della diocesi. È stato molto bello incontrare le comunità grandi e piccole della diocesi, vedere chi ci lavora, si impegna. È un'esperienza che permette di avere uno sguardo sulla vita cristiana di tutti i giorni. Gli incontri di sera e la presenza nelle parrocchie di giorno consentono un dialogo continuo, emergono le domande della gente. Un viaggio che permette di riconoscere la vita quotidiana di un cristiano e della parrocchia, che è fatta di gruppi, attività. È un bagno di vita cristiana vissuta». E in questi 11 anni a Pavia Giudici ha sempre avuto uno sguardo sulle parrocchie e la vita di comunità, sul ruolo dei parroci e ilriconoscimento del lavoro dei laici. Il concerto in Duomo sarà il 27 marzo. Vedrà impegnato il coro della Scala e un'orchestra di 15 elementi, ieri mattina Pereira in persona ha testato l'acustica della Cattedrale per studiare la migliore disposizione dei musicisti: probabilmente staranno sull'altare di San Siro o su quello del Suffragio, rispettivamente a destra e sinistra dell'altar maggiore. In programma – ma sono indiscrezioni – la messa solenne di Bruckner, l'Ave Maria in fa maggiore, il Locus iste in do maggiore e i quattro pezzi sacri di Verdi. Con Pereira c'erano il presidente della fondazione Banca del Monte Aldo Poli e il sindaco Massimo Depaoli, il direttore artistico del Fraschini Fiorenzo Grassi e il vice presidente vicario Fabrizia Ghisolfi Cupella insieme a Franco Malgrandi, responsabile allestimenti della Scala e Andrea Valioni, responsabile delle produzioni. «Questo concerto vuole essere un grazie al vescovo – spiega Poli – E' significativo che il Sovrintendente sia venuto qui all'indomani della riconferma: è positivo per tutta la città. E vogliamo incrementare i rapporti di collaborazione». Il parroco della Cattedrale don Ernesto Maggi è felice: «Sono solo contento se viene la Scala a Pavia: è una cosa molto bella anche per il Duomo». Ora che è riaperto, infatti, il Duomo deve vivere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA