«Il night e il sito porno pagati con la Visa di Asm»

PAVIA Oltre mille euro per un soggiorno a Roma di quattro giorni, all'Hotel Hilton Garden Inn, e per una serata in un night club. E poi cene e pranzi nei migliori ristoranti della capitale, vacanze sulla riviera Ligure, un fine settimana a Londra, fiori, bottiglie di vino, telefonini e anche le sigarette. Luca Filippi, secondo l'accusa, non si sarebbe fatto mancare nulla. Nell'elenco delle spese personali e per amici e conoscenti che l'ex presidente di Asm avrebbe pagato con la carta di credito dell'azienda cittadina si fa riferimento anche a un abbonamento a un sito a luci rosse. Ne parla un dirigente di Asm, sentito come testimone ad avvio delle indagini, lo scorso luglio, quando gli inquirenti cercavano riscontri alle «voci allarmanti», come le ha definite il testimone, sulla gestione delle risorse dell'azienda cittadina. A Luca Filippi il magistrato Paolo Mazza contesta, per l'accusa di peculato, una cifra di 50mila euro, ma i testimoni parlano di spese di rappresentanza «estremamente generose» e più alte, di almeno 70mila euro. Filippi junior, secondo il giudice Anna Maria Oddone, che ha accolto la richiesta di arresto del pubblico ministero Paolo Mazza, «aveva trasformato Asm Lavori in un bancomat personale». Gli investigatori si sono concentrati sugli estratti conto della carta di credito per spese fatte tra il 2011 e il 2013 mentre, per il 2014, sono state esaminate alcune fatture di Asm Lavori. L'elenco è lungo. Si va dai 3.267 euro per un soggiorno a Roma di due giorni, tra il 12 e il 14 ottobre 2011, per due persone, ai 73 euro pagati in una pizzeria a Campione d'Italia. Nell'estate del 2012 ci sono le vacanze a Santa Maria di Chiavari per la famiglia di Luca Filippi, che sarebbero costate ad Asm Lavori 572 euro per tre giorni in albergo e 869 euro di cene e pranzi in ristoranti della zona. Secondo l'accusa, negli alberghi e nei ristoranti c'è sempre posto per gli amici, che vengono invitati da Luca Filippi, il quale si offre di pagare. Come per i tre pernottamenti all'Hotel Parioli di Roma, dal 20 al 23 settembre 2012, costati 537 euro e i 1.234 euro spesi, sempre nella capitale, per una camera e per un appartamento per quattro giorni. A Riccione, nel 2012, Luca Filippi avrebbe pagato 1.783 euro per sette ospiti, tutti alloggiati in camere suite singole. E così via. Spese senza freno, secondo l'accusa, che dimostrerebbero come «Filippi gestiva l'ente interpretando la pubblica funzione come mero arbitrio destinato all'arricchimento personale». Il giudice si sofferma sulla «capacità di delinquere dell'indagato» che avrebbe messo in pratica «un sistema» che gli permetteva non solo di beneficiare «di proventi illeciti nell'attualità dell'esercizio delle funzioni pubbliche, ma anche quando queste erano terminate». (m. fio.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA