Due governi tra bande di fanatici e ribelli
Una Libia politicamente spaccata in due e attraversata da milizie armate e jihadisti. È stata Derna, ex provincia dell'Italia coloniale sulla costa orientale del Paese, la prima città libica a giurare fedeltà allo Stato islamico e al califfo al Baghdadi, lo scorso autunno. Gli jihadisti dell'Is si sono spostati nelle scorse settimane a Tripoli e pochi giorni fa, gli uomini di al Baghdadi sono entrati a Sirte e in altre località dell'ovest del Paese. Nati sulle ceneri della rivolta del 2011 di ispirazione qaedista, i "Partigiani" di Ansar al Sharia oggi alleati dell'Is controllano invece le città di Bengasi e di Sirte. Il gruppo è inserito nella lista nera di Usa e Onu delle organizzazioni terroristiche. In campo ci sono poi le forze regolari del governo legittimo transitorio di Abdullah al Thani, che da agosto si è autoesiliato per sicurezza in Cirenaica, a Tobruk e Baida. Dopo la battaglia di agosto contro i rivali di Zintan (oggi fedeli a Tobruk) per il controllo dell'aeroporto internazionale di Tripoli, Fajr Libya (gli ex ribelli di Misurata) ha invece imposto nella capitale un governo parallelo «di salvezza nazionale» guidato da Omar al Hassi, esponente dei Fratelli musulmani.