«Pretendeva parte dei compensi»

PAVIA Gli inquirenti hanno calcolato che nel periodo della gestione di Filippi junior, le assunzioni in Asm Lavori sarebbero aumentate del 300 per cento. Anche in questo caso, come per le spese con la carta di credito aziendale, è un testimone a parlare della crescita «ingiustificata» dei costi del personale. Una gestione che, secondo il testimone, avrebbe contribuito a un disavanzo di bilancio di quasi 500mila euro, «in violazione – si legge nelle carte dell'accusa – a qualunque principio di risanamento dei bilanci della finanza pubblica». Ma c'è un'altra contestazione che il magistrato Paolo Mazza mette nero su bianco e che si aggiunge a quelle di peculato e corruzione. L'ex presidente di Asm, per l'accusa, avrebbe indotto diversi collaboratori, assunti con contratto di consulenza, a corrispondergli parte della retribuzione. In cambio, però, gli stessi collaboratori avrebbero ricevuto retribuzioni "gonfiate" rispetto agli importi fissati dai contratti. Nel capo di imputazione si parla di due consulenti legati ad Asm Lavori con contratti annuali da 1.800 euro al mese. Le fatture che venivano presentate, tuttavia, riportavano importi ben diversi, più alti anche del doppio rispetto a quanto previsto dal contratto. Secondo alcune intercettazioni telefoniche, uno dei consulenti sarebbe stato costretto a «versare qualcosa» a Luca Filippi ogni volta che incassava una fattura. L'importo di 1.800 euro, quindi, secondo quanto ricostruito dall'accusa era solo simbolico, perché in realtà era destinato ad aumentare. Le indagini su questo fronte sono ancora aperte. Il magistrato dovrà infatti approfondire anche la posizione degli stessi consulenti e dei collaboratori, che rischiano a loro volta di essere indagati per avere accettato il presunto ricatto. Ad aggravare il quadro è anche il fatto che alcune contestazioni del magistrato si riferiscono a periodi in cui Luca Filippi non ricopriva più incarichi in Asm Lavori e in Asm Spa. E nonostante questo, secondo il magistrato, Luca Filippi avrebbe continuato ad esercitare il suo potere, anche «servendosi dell'appoggio tra il personale di Asm». Per il gip c'è il rischio, quindi, che Luca Filippi possa commettere reati della stessa natura, «anche in considerazione del fatto che nel tempo ha inserito sia in Asm Spa che in Asm Lavori un numero elevato di soggetti la cui attività egli riesce a dirigere e a condizionare con finalità che non sono disgiunte dal suo tornaconto personale». Sul pericolo di reiterazione del reato e sul rischio di inquinamento delle prove il gip ha basato la decisione del carcere. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA