«La nostra provincia tra sangue e misteri»
VOGHERA "Il passato è una bestia feroce" (Piemme) è il titolo del primo thriller scritto da Massimo Polidoro. Dopo 40 libri di saggistica, narrativa per ragazzi e storica firmati dall'autore vogherese (uno dei quali da 300mila copie), il nuovo libro verrà presentato alla libreria Ubik (via Emilia 89) il 7 marzo alle 18. Durante l'incontro, Polidoro dialogherà con Riccardo Sedini dell'associazione Giallomania e Alessandro Raina, amico d'infanzia dello scrittore nonché ex membro del gruppo musicale vogherese "Amor fou" e oggi tra i coach di X-Factor. «Il thriller è una lettura che mi ha sempre appassionato e che leggo sempre con molto divertimento – racconta Polidoro, scrittore, giornalista e segretario del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) - L'idea di scriverne uno c'era da molto tempo, ma a differenza di altri generi che ho già affrontato, il thriller richiede una preparazione specifica, nel senso che bisogna saper costruire in modo altrettanto efficace il meccanismo del thriller. E' una cosa diversa e complessa, perché si tratta di riuscire a creare un gioco di suspence e attesa che non deve stufare. La mia idea era quella di scrivere un thriller che tenesse il lettore incollato alla sedia dall'inizio alla fine». La storia com'è? «Lo spunto è la vicenda di una ragazzina scomparsa molti anni prima, nel 1982, di cui tutti si sono dimenticati, tranne un giornalista che si chiama Bruno Jordan e che lavora alla rivista milanese "Krimen" di cronaca nera. Un giorno gli viene recapitata una lettera che la ragazzina aveva scritto a lui, molti anni prima, proprio il giorno della sua scomparsa. Così inizia ad indagare, e gran parte delle sue indagini le fa negli archivi della Provincia Pavese». Perché ha scelto un'ambientazione pavese? «Perché quelli tra Pavia e Voghera sono i posti che meglio conosco e perché la dimensione della provincia è l'ideale per questo genere di trama. Nella metropoli un fatto di cronaca come questo si perde tra molti altri avvenimenti. Ma in una cittadina come quella che mi sono immaginato per questa storia, e che ho chiamato Verazzano, c'è tutto un fascino particolare. E poi la stragrande maggioranza degli italiani vive in una dimensione di provincia, quindi con un'ambientazione così è più facile che entrino nella storia». Con questo libro lei ha messo in atto "l'esperimento inedito della squadra dei 100". In cosa consiste? «Sono partito dalla constatazione che in Italia escono 70 mila libri all'anno e che scriverne uno era come lanciare un libro in un oceano. E siccome a questo libro ho lavorato molto e ci tengo particolarmente, mi piaceva l'idea di provare ad essere un autore che coinvolge i suoi lettori, fin dall'inizio, con un tipo di promozione "dal basso", già usata in alcuni paesi ma poco conosciuta in Italia. Così ho dato le bozze a 100 lettori, estratti tra gli oltre 300 candidati che si sono fatti vivi sul mio sito, e ho aperto un gruppo Facebook per avere un feedback in tempo reale». L'esito qual è stato? «Pareri lusinghieri, a cui si aggiunge il fatto che questi lettori a loro volta segnalano il libro e le loro recensioni. C'è un ragazzo che ha creato un bookteaser che è stato pubblicato sul mio sito, e altri due bookteaser saranno presto online. Un altro lettore ancora ha fatto un vero e proprio booktrailer, infine, un gruppo ha ideato una sorta di gara che coinvolge altrettanti lettori, che dopo aver letto le prime pagine del libro dovranno immaginare una continuazione». (m.pizz.)