Il gruppo San Donato vuole la Maugeri
di Anna Ghezzi wPAVIA Il gruppo ospedaliero San Donato potrebbe allungare le mani anche sulla Fondazione Maugeri dopo essersi aggiudicato, gli anni scorsi, il San Raffaele. I vertici del gruppo – nato con la clinica Città di Pavia – si trincerano dietro un glaciale "No comment" rispetto alle voci che circolano sempre più insistenti, sin dalle prime avvisaglie del terremoto che ha scosso la fondazione creata da Salvatore Maugeri: prima l'inchiesta sui fondi neri, poi la necessità di una ristrutturazione per far tornare i conti. I vertici del gruppo controllato dalla famiglia Rotelli non commentano, ma non nascondono nemmeno che l'interesse c'è. Un interesse concreto. Tanto concreto che l'accesso alla data room della Fondazione c'è stato, nelle ultime settimane. «Non è una procedura inconsueta, anzi, è lo standard – spiega Gabriele Pelissero, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato e professore di igiene all'università di Pavia – Siamo la realtà ospedaliera più grande d'Italia, ogni volta che si muove qualcosa nel settore ovviamente siamo interessati a capire. In ogni caso non ho ancora avuto il report». Operazione standard perché il gruppo non ha ancora finito di espandersi. Le "data room", letteralmente "stanze dei dati" sono stanze fisiche o più spesso virtuale, sorvegliate, in cui gli interessati all'acquisto possono consultare documenti, registri ed altri dati riservati. La vendita riguarderebbe "l'attività" della fondazione, la famosa "new company" ipotizzata dal presidente Gualtiero Brugger, il bocconiano esperto di ristrutturazioni aziendali per risolvere i problemi finanziari della fondazione. Alla data room avrebbero avuto accesso anche l'Humanitas dei Rocca, non il gruppo sanitario romano che fa capo agli Angelucci e Kos (gruppo Cir). «Stiamo parlando con tutti – fanno sapere da Maugeri – anche i gruppi stranieri hanno dimostrato interesse alle nostre attività». Ma la pre condizione per ogni cessione, per quanto è dato sapere, è che il 51% delle quote rimanga alla Fondazione. Dei passaggi necessari annunciati da Brugger a novembre per evitare il fallimento della Maugeri il primo è stato fatto: i lavoratori hanno accettato l'accordo per tagliare il costo del lavoro di 9 milioni di euro per tre anni mantenendo le tutele del contratto della sanità pubblica. Il 1 marzo scadono i termini per il concordato in bianco. Venerdì scorso Maugeri ha proposto ai fornitori un piano di rientro dilazionato fino ad aprile 2017 e la maggioranza dei fornitori avrebbe detto sì. Nel piano che sarà presentato tra due settimane al tribunale di Pavia doovrebbe esserci sicuramente la costituzione di un fondo immobiliare, mentre la costituzione della newco potrebbe anche avvenire in un secondo momento.