la mostra in castello

di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA La città rilancia con una mostra sull'arte contemporanea giapponese in programma dal 28 febbraio al 12 aprile nella sala del Rivellino del Castello Visconteo. Cinquanta opere (dipinti, sculture ma anche litografie) di otto artisti del Sol Levante in bilico tra tradizione e cultura pop, tra arte alta e manga. Perché la contaminazione tra generi differenti, aristocratici e popolari, è una delle cifre stilistiche di "Japan Now!", la collettiva presentata ieri in Castello. A fare gli onori di casa il sindaco Massimo Depaoli che ha elogiato, insieme con l'assessore alla cultura Giacomo Galazzo, un progetto che ribadisce la vocazione internazionale di Pavia. A spiegare l'esposizione ci ha pensato invece la curatrice, Antonella Montinaro, responsabile maketing e mostre di Gacma, impresa spagnola dedicata alla gestione culturale cui si deve l'organizzazione dell'evento in collaborazione con il Comune di Pavia. Nella sala del Rivellino, da fine febbraio fino a metà aprile, l'arte giapponese contemporanea sarà rappresentata da un nucleo di opere provenienti da collezioni private internazionali; predominante sarà la presenza di Takashi Murakami, campione dello stile superpiatto (superflat) che prosegue ipermodernizzando la tradizione pittorica giapponese delle immagini piatte, già propria di un altro maestro come Hokusai, mischiandola alle principali culture contemporanee metropolitane. Le opere di Murakami sono profondamente connesse alla cultura del kawaii, uno stile caratterizzato dalle immagini dolci e puerili, e dagli otaku, un termine con cui vengono definiti tutti gli amanti dei manga, degli anime e dei videogiochi. Una trentina saranno le opere di Murakami al Castello, numerose anche quelle di Yoshitomo Nara, artista di culto nel mondo del pop giapponese, influenzato non solo dall'anime e dai manga, ma anche dalle subculture occidentali, dal punk rock al graffitismo. A "Japan Now!" anche i lavori dei più promettenti talenti della scena nipponica (Aya Takano, Chiho Aoshima, Mr, Chinastu Ban, Mahomi Kunikata e Akane Koide), giovani artisti della factory di Murakami, la KaiKai Kiki Company. Ciascuno di questi artisti ha sviluppato una propria personale poetica: Aya Takano crea maliziose quanto originali figure femminili; il mondo immaginato da Chiho Aoshima è un universo sorprendente di colori acidi generati al computer; le adolescenti di Mr. sono ispirate dai manga; l'estetica sviluppata da Chinatsu Ban è chiaramente legata al mondo dell'infanzia; l'opera di Mahomi Kunikata risente della cultura otaku ed è legata al fenomeno cosplay (ossia la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio famoso dei manga o degli anime); le atmosfere inquietanti della giovanissima Akane Koide ritraggono le preoccupazioni tipiche dell'adolescenza. Secondo Antonella Montinaro, curatrice della mostra in programma al Castello, «le opere degli artisti giapponesi contemporanei sono fortemente condizionate dal trauma rappresentato dalla guerra nel Pacifico e dalle bombe atomiche. In questo senso sono interessanti i funghi di Murakami, solo apparentemente allegri e rassicuranti: allo sguardo attento non possono sfuggire, infatti, i denti aguzzi».