Cablelettra all'asta Robbio insiste per la vendita
ROBBIO Il Comune di Robbio chiede di rimettere all'asta gli immobili della Cablelettra, dopo che la prima seduta è andata deserta. Tanto che il sindaco ha scritto ai vertici dell'azienda, che dal 2009 è commissariata, per chiedere di accelerare le pratiche per la rimessa all'asta degli immobili: «Se i tempi si dilatano ulteriormente – ha spiegato il sindaco Roberto Francese – Rischiamo di perdere importanti possibilità d'investimento e di sviluppo sul territorio». L'idea di rimettere all'asta i due complessi aziendali della Cablelettra, fiore all'occhiello dell'industria robbiese che era arrivata nei primi anni 2000 a dare 500 posti di lavoro producendo fili per il cablaggio interno dei veicoli Fiat, era stata confermata anche a gennaio dal commissario straordinario dell'azienda, l'avvocato Vincenzo Sanasi d'Arpe: «Andremo avanti con le aste al ribasso, escludo di arrivare alla trattativa privata per la cessione se non dopo molti tentativi andati a vuoto – aveva ipotizzato Sanasi d'Arpe – La prima asta avevamo già ipotizzato potesse andare a vuoto nonostante sappiamo ci siano degli interessi». La base d'asta per il complesso industriale più recente (inaugurato a fine anni '90 dalla famiglia Patti proprietaria e fondatrice del gruppo che realizzava fili per il cablaggio interno dei veicoli Fiat) era di 5 milioni 336.488 euro. Un complesso per cui informalmente il municipio ha ricevuto già 6 offerte per l'acquisto, a porzioni, da aziende di Robbio, Palestro, Garlasco, Cambiago e Mantova. All'asta non c'era solo il moderno polo industriale della ex Cablelettra di via Mattei. C'era anche la precedente sede dell'azienda, distante poche centinaia di metri, e più vicino rispetto al centro di Robbio rispetto allo stabilimento di via Mattei. Quest'area, di fatto dismessa dagli anni '90, era in vendita ad 1 milione e 482.844 euro. (s. b.)