Senza Titolo

Ai tempi del social network, tra le varie usanze degeneri, c'è quella di salutare i morti con tono confidenziale. Nessuno che frequenti Facebook e Twitter può dimenticare le ondate di ciao Whitney, ciao Michael, ciao Lucio e ciao Pino. Rigorosamente solo con il nome di battesimo. È un modo così, non eccessivamente impegnativo e corale di condividere il lutto per la scomparsa di celebrità. Ma spesso risulta un po' fasullo. Sanremo però ha fatto un passo oltre, con l'account ufficiale del Festival. Quando Carlo Conti ha lanciato dal palco dell'Ariston una campagna social contro le stragi di migranti -pronunciando #WhyAgain - dall'account ufficiale del festival @SanremoRai è partito un tweet: «Un abbraccio ai migranti scomparsi a Lampedusa». La frase è stata presto cancellata, ma ha fatto in tempo a diffondersi in Rete, tra l'incredulità di molti. Caro social media manager che vorresti abbracciare le salme, la prossima volta, prima di mandare un tweet, pensa che esiste anche un mondo reale, e che le azioni che dichiari di voler compiere potrebbero risultare un tantinello macabre. Ti abbracciamo forte noi, perché sappiamo che sei molto stanco e che la settimana è ancora lunga. Sappiamo che ti sei fatto prendere la mano e hai persino dimenticato di twittare l'hashtag. Ti puoi consolare pensando che, come tutte le cose involontariamente comiche, proprio perché legate a fatti gravi e tristi, hai superato di slancio gli inutili sforzi dei comici di professione sul palco.