Vigevano, nuovi creditori Oggi l'udienza a Pavia
VIGEVANO Oggi alle 10,30 in tribunale a Pavia ci sarà l'adunanza dei creditori del Vigevano Calcio, dichiarato fallito per il debito contratto con l'azienda di Reggio Emilia Unieco per i primi lavori di rifacimento del centro sportivo Masera di via Buccella durante l'epoca delle cordate torinesi tra il 2011 e il 2012. Ma non ci sarà solo la Unieco (il cui debito ammonta a circa 130mila euro) oggi a chiedere al tribunale di avere soldi al Vigevano Calcio. Secondo le attese sarebbero circa una decina gli altri creditori pronti ad insinuarsi al passivo della società.Si parla, ma sono solo voci, di debiti totali tra i 300 e i 350mila euro. Oggi, oltre alle loro richieste, si cercherà anche di capire le effettive possibilità del Vigevano di liquidare i crediti eventualmente ammessi dal giudice Stefano Balba. E anche su questo si abbozzano già delle ipotesi. In buona sostanza il Vigevano avrebbe ben pochi beni da "monetizzare" per soddisfare i creditori, oltre al capitale sociale interamente versato che è di poco più di 41mila euro ed in capo al proprietario unico (ma di fatto non più dirigente societario) Paolo Pugliese. Lo stesso Pugliese, entrato in rotta di collisione con i dirigenti del consiglio direttivo, ha escluso un suo clamoroso ritorno sulla scena per salvare il Vigevano. Dal canto loro i dirigenti (buona parte dei quali già presente in società negli ultimi anni) che hanno ottenuto dal tribunale la proroga per terminare la stagione hanno già annunciato che non risponderanno dei debiti del vecchio Vigevano, ma che lavoreranno per farne partire uno nuovo. E qui si entra in un ginepraio di regolamenti. La via più facile è quella di creare una società ex novo, slegata a questo Vigevano ormai moribondo, e quindi senza debiti. Il problema però è che in questo caso si ripartirà dalla Terza Categoria. E anche senza il supporto dello storico gruppo di tifosi del Vigevano Club che hanno già annunciato di disconoscere come Vigevano Calcio un'eventuale nuova società formata dai dirigenti degli ultimi anni. I dirigenti hanno parlato anche di una possibile fusione. Da escludere l'ipotesi circolata di una fusione costituendo una società ex novo da legare ad un'altra già esistente: da regolamento non si possono fare fusioni se non dopo tre stagioni di vita. Sandro Barberis