Portalettere malati, poste in tilt
SANNAZZARO Le poste nell'occhio del ciclone a Sannazzaro. Sette postini su nove operanti in città e frazioni sono ammalati e la consegna a domicilio della posta funziona a singhiozzo, in taluni casi (come in via Incisa) sono oltre due settimane che la posta ordinaria non viene recapitata. Qualcuno lamenta anche che taluni servizi complementari, come l'attivazione del conto postale, funzionano a rilento tanto che c'è chi, tra i clienti, che attende l'assegnazione del codice Pin da quindici giorni senza ottenerlo. Insomma, una sommatoria di disguidi che sta suscitando pesanti malumori in città, tanto che anche il sito internet del comune di Sannazzaro riporta un comunicato delle Poste Italiane che evidenza i ritardi causa malattie e che tale precarietà si normalizzerà già con l'inizio della settimana prossima, con il presunto rientro al lavoro dei portalettere ammalati. In via Incisa le proteste più decise. «La bolletta Enel relativa al cancello automatico del nostro cortile comune non è mai arrivata, così come l'eventuale sollecito di Enel – dice C.T. pensionato –. Ci siamo trovati il cancello fuori uso, perché privo di corrente, al punto che qualcuno di noi residenti è rimasto fuori casa perché sprovvisto delle chiavi meccaniche. Siamo stati noi a ricercare la bolletta tra la posta inevasa nell'ufficio postale di Sannazzaro». Altri casi evidenziano disguidi della stessa natura. Un altro pensionato lo conferma: «Le raccomandate devono avere la priorità. Mi hanno recapitato in via Erbognetta una raccomandata in tempo reale, mentre la posta ordinaria viene accumulata e poi evasa in blocco – spiega C.B. –. Martedì mi sono trovato la posta di almeno dieci giorni prima». Ed una commercialista aggiunge: «Ci sono riviste e giornali che per noi sono strumenti di lavoro. Quando va bene, il giornale del mattino ci viene recapitato il pomeriggio; in molti casi uno o due giorni dopo. A questo punto appare inutile fare gli abbonamenti ai giornali; tanto vale andare ogni giorno in edicola». «Attendo il codice Pin del Conto Posta da venti giorni – dice il giovane M.D.E. –. Oggi (ieri per chi legge, ndr) sono tornato negli uffici postali e non mi è ancora stato assegnato. E questa inadempienza verso un cliente non è certo attribuibile ai sette portalettere ammalati». Paolo Calvi