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pendolari In treno da Broni al freddo e al gelo nEccoci qua, come ogni anno è arrivato l'inverno e puntualissimi arrivano anche i treni con il riscaldamento guasto. Da due settimane il treno che parte da Broni alle 6 e 20 viaggia con tutte le carrozze gelide. Purtroppo non posso farvi vedere l'immagine, ma vi assicuro che la temperatura all'interno dei vagoni è di -1. Se qualcuno vuole viaggiare senza pagare lo faccia pure, è prassi consolidata che i capitreno non si fanno mai vedere quando viaggiamo al freddo! Come volevasi dimostrare ogni anno Trenord promette promette ma non mantiene. Dato che ai pullman è consentito transitare sul ponte della Becca, credo che cambierò mezzo di trasporto! Daniela Tambasco Broni VIGEVANO La differenziata o l'inceneritore nUn tema politico molto delicato e importante per la città di Vigevano è emerso nelle ultime settimane: la gestione dei rifiuti. La posizione del gruppo M5S Vigevano è chiara. Come già dichiarato pubblicamente in occasione dell'evento Rifiuti Zero, da noi organizzato, pensiamo che il futuro di Vigevano sia quello della raccolta differenziata a tariffa puntuale. Un sistema che porterebbe vantaggi e risparmi economici sia al Comune che al cittadino. Scelta politica che l'attuale sindaco Sala non sembra capire, avendo invece l'intenzione di firmare il prolungamento del contratto con l'inceneritore di Lomellina Energia. Trovo davvero scorretta, sia sotto il profilo morale che sotto quello istituzionale, questa mossa politica. Così facendo Sala impegnerebbe la prossima amministrazione fino al 2022, senza lasciare alcuna possibilità di valutare progetti alternativi che meglio si addicono al futuro di Vigevano. Inutile introdurre in città la raccolta differenziata, se allo stesso tempo si vuole consolidare il rapporto con l'inceneritore. Sala sta barattando la salute dei propri cittadini in cambio di un'irrisoria riduzione della tariffa per tonnellate di rifiuti conferiti (da 115 a 92 euro), mentre altri comuni pagano solamente 86 euro. Il futuro di Vigevano dipende dalle scelte politiche che vogliamo intraprendere e Sala deve decidere, usando la ragione, da che parte stare. Non è più possibile continuare il matrimonio con l'inceneritore, e allo stesso tempo parlare di raccolta differenziata. E' ora che a noi cittadini venga data la possibilità di dimostrare di essere migliori. Luca Mazzola candidato sindaco M5S Vigevano PAVIA / 1 Come i mariti delle lavandaie nConsiderata la stagione, sono poche le persone che percorrono a piedi o in bicicletta il sentiero che costeggia il Ticino, in sponda destra, tra la Canottieri e il ponte della ferrovia. Superato indenne il primo tratto, caratterizzato da buona dose di rischio con i rami incombenti dei vecchi pioppi, giungono in prossimità del ponte e si trovano alla presenza di uno spettacolo desolante. La piena del Ticino dello scorso autunno ha cambiato profondamente il corso del fiume la cui corrente si è spostata sulla sponda destra provocando ampie erosioni e lo smottamento di parti del sentiero sovrastante. In assenza di interventi, tra non molto e in presenza di fenomeni analoghi potrebbe essere messa in discussione la sicurezza stessa del ponte. Negli anni il corso del Ticino è mutato molte volte, ma da un po' di tempo a questa parte la nostra inerzia e le decisioni, in qualche caso discutibili, che hanno assunto gli Enti demandati alla sua gestione non hanno contribuito a mantenere a livelli accettabili lo stato in generale del nostro fiume. I paragoni col passato sono spesso improponibili però proviamo a farne uno. Tutti ricordano le lavandaie e il loro duro lavoro. Meno nota è l'attività degli uomini delle lavandaie, che risalivano il Ticino con le loro barche e partavano a casa la legna, recuperata lungo le rive, per scaldare l'acqua da utilizzare per il lavaggio della biancheria. Combustibile gratuito e, aspetto interessante, ripulitura dell'alveo del fiume dai tronchi trasportati dalla corrente. Questi personaggi quindi svolgevano gratuitamente un lavoro utile. Di legname lungo le rive del Ticino e sugli isolotti ce n'è in abbondanza e allora perché non stipulare accordi con qualche azienda che produce pannelli utilizzando legno di recupero (ne abbiamo anche nella nostra Provincia) affidando loro il compito di fare quello che un tempo facevano, con ottimi risultati, i mariti delle lavandaie ? Enrico Barbieri Pavia PAVIA / 2 Bisogna salvare l'ex idroscalo nSpesso nelle ultime settimane si è molto discusso della riqualificazione, sacrosanta, dell'ex Arsenale di via Riviera. Io vorrei porre l'attenzione però su di un altro edificio, simbolo della Città di Pavia, che penso sia necessario riqualificare abbastanza urgentemente. Sto parlando dell'ex idroscalo. Molti hanno immaginato di farci un ristorante, una discoteca, un museo o altro ancora. Intanto però, è sempre lì che sta lentamente cadendo a pezzi: un giorno crollerà del tutto, uno dei simboli del nostro territorio sarà perduto e ogni occasione sfumata. Infonde molta tristezza vederlo abbandonato a se stesso. Attualmente la struttura è di proprietà di privati, dunque per le istituzioni è più difficile intervenire, ma questo non vuol dire che non lo si possa fare. Si può convocare il privato che lo possiede e offrirgli una collaborazione, magari anche con l'aiuto di giovani neolaureati in ingegneria o in architettura, per capire cosa fare e se la struttura può reggere. Cosa di essa è compromessa e come sarebbe possibile riqualificarla. Cercare degli sponsor e dei finanziamenti dalla Regione o direttamente dalla Commissione Europea: ci sono dei bandi ed è giusto cercare di sfruttarli. Personalmente sogno un idroscalo che riviva, nel quale organizzare conferenze oppure eventi ludici e culturali in grado di attirare turisti da tutta Europa. Riccardo Montagna Cava Manara travacò Don Sandro Lova meritava un omaggio nMi unisco alla comunità di Mezzano e in generale a tutto il paese di Travacò Siccomario nell'estremo saluto al nostro caro Don Sandro. Una comunità che ha partecipato in massa al funerale svoltosi per sua esplicita volontà nella chiesa di Mezzano. Una bellissima cerimonia concelebrata dal vescovo Maurizio Gervasoni, dal nostro don Pietro, dal fratello don Antonio Lova e con la presenza di tutti i sacerdoti del nostro vicariato. Don Sandro è stato parroco a Ceretto Lomellina, a Pieve del Cairo e infine a Travacò nella chiesa di Mezzano, in questa piccola frazione ha dato vita all'oratorio creandolo dal nulla, ha realizzato un campo da calcetto per favorire l'aggregazione dei ragazzi, ha mantenuto e ristrutturato la chiesa e il campanile, il tutto con sforzi economici e umani veramente importanti; ha insomma contribuito allo sviluppo del paese nei luoghi a lui competenti. Importante è stata la riconoscenza dell'amministrazione comunale di Pieve del Cairo che era presente con il primo cittadino e la polizia locale con relativo stendardo, e che ha ricordato la figura di Don Sandro con un bellissimo articolo su questo giornale; ecco, proprio perché lui conserva in un posto speciale del suo cuore la nostra Parrocchia, ci saremmo aspettati dalla nostra amministrazione comunale una riconoscenza altrettanto speciale, seconda a nessuno, come don Sandro avrebbe meritato. Stefano Bettolini Travacò Siccomario