Il Pro Settimo gioca a tennis per il Derthona è una Caporetto

TORTONA Disastro totale. Non ci sono altre parole per descrivere un 6-0 come quello patito dal Derthona nel recupero disputato ieri contro la Pro Settimo, in trasferta. E meno male che i giocatori del Derthona avevano più volte manifestato gran voglia di giocare, nei lunghi giorni di attesa tra sosta del campionato e rinvio per neve. Una squadra che non riesce a trovare l'orgoglio di una buona prestazione e che si avvita nella spirale di una stagione finita nel tunnel, per motivi ancora poco comprensibili. L'incapacità di reagire allo 0-2 subito in meno di dieci minuti, l'avere chiuso il primo tempo sullo 0-5 sono tutti segnali di come le questioni tecnico tattiche ormai non contino più nulla e di come anche le sensazioni della vigilia siano foriere di equivoci. E non è la prima volta che capita in stagione, essendo successo in tutte e tre le gestione tecniche. Fabrizio Daidola si assume le responsabilità ed è affranto a fine gara, ma è solo un parafulmine, visto che in campo sono saltate tutte le strategie preparate in allenamento, altro fatto non verificatosi per la prima volta: «Dobbiamo solo vergognarci, chiedere scusa ai tifosi, cercare di riscattarci nelle prossime partite». E domenica arriva il Chieri, oggi terzo in classifica e fresco per non avere giocato in settimana, figurarsi quali aspettative può farsi l'ambiente tortonese. In cronaca, solo i gol degli avversari: in apertura dopo due minuti, un tiro di Di Renzo incoccia la suola di Petrone e finisce in rete, dopo dieci è già raddoppio con Parisi a sorprendere una difesa completamente paralizzata e il sospetto fuorigioco non può essere alibi. L'unica azione con tiro in porta viene firmata da Chirico ma non ha esito. Nel primo tempo c'è spazio per ben altre tre reti dei torinesi, con Di Renzo, Di Savino e Parisi, la terza e la quinta per giunta in fotocopia; calcio d'angolo in favore del Derthona, palla puntualmente persa in attacco e contropiede letale. Nella ripresa debuttano i giovani Morando e Sambu, ma interessa solo agli almanacchi. Stefano Brocchetti