Cimichella, c'è solo il ring futuro da professionista
PAVIA Un nuovo professionista del ring made in Pavia: dopo Gianluca Frezza e Francesco Acatullo, a togliersi il casco è Andrea Cimichella. Il 28enne peso medio pavese cresciuto dal maestro Fabio Paragnani alla Bsa di Borgo Ticino ha deciso che è giunto il momento di tentare fra i "pro". «Ho deciso dopo i campionati italiani – commenta Cimichella – era già la quarta o la quinta volta che mi ero qualificato per le finali nazionali, a cui poi non ho potuto partecipare a causa del lavoro. A quel punto ho pensato che quello che dovevo fare da dilettante l'ho fatto, cambiavano le facce ma la sostanza rimaneva quella e allora tanto valeva provare a passare fra i professionisti». L'occasione per smettere il caschetto è stata offerta dalla categoria Neopro. E' una creazione della federpugilato italiana rivolta a tutti coloro che sono al primo anno da pro. E' stato creato un campionato italiano dove tutti i pesi (comunque suddivisi per categorie) si affrontano all'italiana per creare una classifica finale ed i primi due avranno subito chance importanti. «E' una ottima iniziativa e molti stanno passando professionisti – continua il ventottenne pavese – è un anello importante e propedeutico al passaggio fra i pro. Io ho oltre 90 incontri disputati. L'unico problema oggi è il peso, perché dai mediomassimi devo scendere nei pesi medi, che è più congeniale al mio modo di fare la boxe». Cimichella guarda all'altro giovane professionista pavese, Acatullo che in circa due anni ha bruciato le tappe ed ha già combattuto per il titolo italiano. «Ho deciso io di passare di categoria e dunque i sacrifici non solo li metto in preventivo, ma sono anche ben disposto a farli – afferma il giovane pavese – so che non basta un solo allenamento in palestra, ma al mattino devo andare a correre, lavorando anche i fine settimana. Devo stare attento alla alimentazione e ad avere uno stile di vita sano, ma siccome l'idea è partita da me, mi pesa relativamente e quindi sto incontrando meno difficoltà di quanto avrei potuto pensare. Devo ringraziare il mio maestro Fabio Paragnani che mi ha preparato un piano di lavoro bello ed intenso. I match saranno di sei riprese da tre minuti ciascuna. I neopro non hanno manager, ma mi piace perché se ci si mette in luce saranno loro a farsi avanti. L'unica contraria al grande passo è mia mamma, ma si è convinta. Lavoro? Pur essendo più impegnativo, il professionismo ha vincoli meno obbligati dei dilettanti. Io sono caldaista alla Emmebi di San Genesio e ora stiamo uscendo dall'inverno, che è il momento peggiore». Chiude il maestro Paragnani: «E' stimolante per lui e per me il passaggio nei professionisti. Sono convinto farà bene». Maurizio Scorbati