Schaeuble: «La Grecia accetti gli aiuti o è finita»
di Andrea Di Stefano wROMA L'altalena sul futuro della Grecia non si fermerà né oggi né domani. Ogni apertura viene regolarmente affondata dalle dichiarazioni degli esponenti tedeschi. Ieri sera il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble al G20 di Istanbul ha dichiarato che se la Grecia non accetta l'ultima tranche di aiuti nel quadro del programma di salvataggio «è finita», sottolineando che i creditori di Atene «non possono negoziare qualcosa di nuovo». È ormai chiaro a tutti che la fretta potrebbe produrre precipitazioni molto pericolose e, come hanno sottolineato ieri fonti della Commissione e dell'Eurogruppo, ci sono stati «scambi intensi» con Tsipras e le autorità greche ma «non sono stati fruttuosi finora» e le aspettative di Bruxelles per un accordo «finale» all'Eurogruppo sono «molto basse». Anche il colloquio telefonico svoltosi nella serata di ieri tra Juncker e il premier ellenico di dieci minuti è stato definito da fonti di Atene «molto positivo» ma nulla più. Indubbiamente l'offensiva diplomatica anche fuori dai confini dell'Ue ha sortito qualche effetto che ha avuto riscontro in un balzo della Borsa di Atene (+7,8%) che ha trascinato il resto delle piazze continentali (Milano +1,78%, Madrid +1,3%) e gli spread sono declinati, almeno sino alle nuove bordate del ministro delle Finanze tedesco. Atene per battere l'ostruzionismo tedesco si sarebbe rivolta a Cina, Russia e Stati Uniti mettendo in difficoltà Bruxelles che ieri ha volutamente sottolineato che «la Grecia non lascerà e non sarà fatta uscire dall'Eurozona e non c'è nessun piano B». I contorni della proposta che verrà illustrata oggi dal ministro delle Finanze ellenico sono ormai noti anche se ieri l'esecutivo stava ancora limando alcuni aspetti tecnici con il supporto del segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, che è volato ad Atene dal G-20 di Istanbul. I quattro punti del governo Tsipras puntano a rivedere il 30% del Memorandum, cioè il vecchio programma concordato con la Troika. Atene intende abbassare l'obiettivo di avanzo primario della Grecia al 3% del Pil per quest'anno, con una riduzione all'1,49 per cento. Le autorità greche vorrebbero ridurre il debito greco attraverso un piano di swap, che prevede la trasformazione dei prestiti in bond che possano essere ripagati solo se il Paese cresce e la creazione di bond perpetui, cioè la trasformazione dei bond detenuti dalla Bce in bond che pagano solo una cedola. Un segnale giudicato molto positivo dai mercati è arrivato ieri mattina dalla Lazard, la banca incaricata dal governo di Atene, che ha proposto la cancellazione di 100 miliardi di euro di debito della Grecia. Come quarto punto, l'esecutivo Tsipras chiede di poter intervenire per affrontare la "crisi umanitaria" con interventi a sostegno della popolazione (aumento del salario minimo a 750 euro, concessione di elettricità e buoni pasto per le famiglie indigenti, aumento del limite fiscale di esenzione, ripristino della 13° mensilità per i pensionati minimi, sanità pubblica a tutti, ecc.). Per quanto riguarda le pressanti esigenze di finanziamento, le fonti del ministero hanno riferito che la Grecia vorrebbe incassare 1,9 miliardi di euro di profitti dai titoli greci detenuti dall'Eurosistema e cercherà di emettere buoni del Tesoro a sei mesi, circa 8 miliardi di euro sopra il limite di 15 miliardi di euro che la Grecia ha già superato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA