Anche i pavesi a Brescia per la protesta sul «balzello»

PAVIA Resta alta la mobilitazione delle organizzazioni professionali della provincia di Pavia sulla tassa relativa ai terreni. Per protestare proprio contro l'introduzione dell'Imu nelle zone montane, Confagricoltura e Cia saranno, infatti, in piazza per la manifestazione regionale in agenda a Brescia il prossimo 18 febbraio. «Riteniamo fortemente iniquo – commenta Gianfranco Bensi, presidente di Confagricoltura Pavia – gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà, che tra l'altro hanno il grande merito di operare per la difesa del paesaggio ed essere spesso anche l'unico bastione contro il dissesto idrogeologico del territorio». Molte le criticità che saranno evidenziate a Brescia da Agrinsieme (Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane), proprio a cominciare dalla questione fiscale («L'Imu comporta un aggravio di 300 milioni di euro e interesserà 2.800 comuni montani prima esentati») fino all'applicazione della riforma della Politica agricola comune (Pac). «Chiediamo – dice Davide Calvi, presidente di Cia Pavia – la cancellazione o una modifica sostanziale della norma che riduce sensibilmente i territori esenti da Imu. Noi agricoltori, pur con il senso di responsabilità che ci ha sempre caratterizzato, consideriamo ingiusta la nuova imposta e troviamo insostenibile l'aggravio tributario che dobbiamo ancora sobbarcarci. In molti casi si tratta di pensionati che percepiscono meno di 500 euro al mese e sono costretti a pagare migliaia di euro di Imu, con l'aggravante che spesso il valore aggiunto ottenuto dall'attività agricola non copre l'ammontare dell'Imu dovuta». Secondo la Cia, i criteri di esenzione penalizzeranno le imprese familiari e le iniziative finalizzate al ricambio generazionale, «dove frequentemente il genitore concede in affitto o in comodato il terreno agricolo ai figli affinché proseguano l'attività» (u.d.a.)