Il freddo uccide 29 migranti su un barcone
di Rosa Maria Di Natale wLAMPEDUSA Ventinove migranti partiti a bordo dei barconi della speranza sono morti a largo dell'isola di Lampedusa. Neppure il mare d'inverno ha potuto fermare il loro sogno di libertà. Stavolta hanno perso la vita per il troppo freddo, travolti da onde a forza 8 e una temperatura troppo algida per lasciare loro scampo. La tragedia è accaduta nella notte tra domenica e lunedì, a un centinaio di miglia di distanza dall'isola siciliana. 7 di loro erano già arrivati senza vita tra le braccia dei soccorritori a bordo di due mercantili e due motovedette, gli altri sono morti subito dopo l'arrivo. Il tutto sotto gli occhi sconvolti degli altri compagni di sventura (in tutto 105 persone) e degli uomini e le donne della guardia costiera. L'allarme era scattato nel primo pomeriggio di domenica, con un Sos partito da un telefono satellitare e diretto alla centrale operativa delle capitanerie di porto. Le condizioni del tempo si sono mantenute avverse sino al tardo pomeriggio di ieri: onde nel Canale alte anche 9 metri hanno messo a rischio la vita degli operatori. Sino a tarda sera i soccorsi hanno puntato anche su un secondo barcone segnalato dalle autorità spagnole, ma senza risultati. Accorata la testimonianza del portavoce delle capitanerie di porto, Filippo Marini: «I nostri uomini stanno affrontando onde alte come un palazzo di tre piani. Portare in salvo decine di persone è un miracolo». Intanto sono arrivate, durissime, le dichiarazioni del sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini: «I 366 morti di Lampedusa del 2013 non sono serviti a niente, le parole del Papa non sono servite a niente, siamo tornati a prima di Mare Nostrum». E annuncia che chiederà «presto un incontro al Viminale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA