Marsiglia, un commando spara contro la polizia

ROMA Ad un mese esatto dall'assalto jihadista a Parigi, Marsiglia si sveglia a colpi di kalashnikov e la Francia ripiomba nella paura. Sono le nove del mattino quando un commando di cinque persone incappucciate, in tenuta paramilitare e giubbotto antiproiettile, comincia a sparare per le strade di La Castellane, isola di degrado e illegalità nella banlieue nord di Marsiglia, celebre quanto per i regolamenti di conti tra bande rivali quanto per aver dato i natali a Zinedine Zidane. Nelle ricostruzioni degli inquirenti, i primi colpi di kalashnikov esplosi in aria hanno lo scopo di intimidire le gang rivali per un conflitto legato allo spaccio di droga e al controllo del territorio. Ma hanno continuato a sparare all'arrivo della polizia. «Siamo stati bersagliati dagli spari», denuncia il capo della polizia di Marsiglia, Pierre-Marie Bourniquel, che era a bordo di una delle tre volanti prese di mira e «chiaramente identificabili come vetture della polizia». Nella banlieue in stato d'assedio con gli studenti sprangati all'interno delle scuole o evacuati in zone più sicure, giungono le teste di cuoio. Non ci sono feriti ma nel "ghetto" di 8mila abitanti la tensione è altissima. Gli elicotteri sorvolano gli immensi palazzoni, mentre le forze dell'ordine blindano l'intero perimetro del quartiere, che in molti definiscono un «supermercato della droga», se non addirittura una «zona di non diritto», con gli spacciatori incappucciati che controllano le entrate e le uscite. «Ci parlano della Siria, ma la Siria è qui», denuncia la senatrice socialista, Samia Ghali, che è anche mini-sindaco della 15/a e 16/a circoscrizione di Marsiglia e che nel 2012 suscitò reazioni indignate per aver chiesto l'invio dell'esercito in città. I colpi di kalashnikov precedono solo di qualche ora l'arrivo di Manuel Valls, il premier della Francia, atteso oggi a Marsiglia proprio per illustrare paradossalmente la riduzione dei dati sulla criminalità. «La lotta contro l'insicurezza è permanente», ha avvertito il premier. «Non ci sono zone di non diritto, non ci sono zone proibite alle forze dell'ordine», ha assicurato ancora Valls, annunciando che il suo «unico obiettivo è riconquistare terreno» sui criminali. Senza eccedere nei trionfalismi, in questa giorno così particolare, Valls ha comunque tenuto a ringraziare l'azione della polizia, perché, più in generale, negli ultimi due anni, «la criminalità sta diminuendo in modo significativo a Marsiglia e in tutta la regione delle Bouches-du-Rhone». Un arsenale con «sette kalashnikov»,giubbotti anti-proiettile e sacchi pieni di droga è stato scovato nell'edificio 5 della cité de La Castellane.