Arrestato per la rapina di via Langosco
Furto, l'altra notte, in un negozio di parrucchiera id via Spallanzani. Gli scassinatori sono entrati e si sono impossessati del fondo cassa. Un magro bottino: circa otto euro in contanti. Il furto è stato scoperto, il mattino successivo, dalla titolare che ha chiesto l'intervento della polizia. In via Spallanzani sono intervenuti gli agenti della squadra volante che hanno eseguito un sopralluogo. Ma dei responsabili del furto non c'erano più tracce. La parrucchiera non ha potuto far altro che sporgere denuncia contro ignoti. Il furto è stato messo a segno alcune notti fa. I ladri sono arrivati in pieno centro, hanno forzato la porta d'ingresso e sono riusciti ad entrare. di Adriano Agatti wPAVIA Gli uomini della squadra mobile lo hanno bloccato in strada, al Vallone. Mahdi Mahmoud Nadi Hossein, un egiziano di 29 anni, è accusato di essere il responsabile della rapina messa a segno, l'altra notte, in via Langosco. Il giovane è accusato di aver rapinato Dina B., una donna di 45 anni e di aver ferito all'addome il vicino di casa intervenuto per difenderla. E' in stato di fermo e la sua posizione dovrà essere esaminata dal sostituto procuratore di Pavia Andrea Zanoncelli. Gli investigatori sospettano che possa essere responsabile anche di altre aggressioni e rapine a donne messe a segno in città nelle ultime settimane. Il giovane nordafricano non ha una dimora fissa e sembra sia arrivato a Pavia non molto tempo fa. La sua foto sarà mostrata anche alle altre vittime prese di mira sempre di notte in diversi punti della città. La rapina di cui è accusato è stata messa a segno nella notte tra martedì e mercoledì. L'abitazione si trova all'interno di un cortile di via Langosco. L'uomo, seconda l'accusa, è entrato passando dal terreno adiacente al monastero di Santa Chiara. Dina B. era in casa e il ladro è salito al primo piano di una casa di ringhiera e ha forzato la porta d'ingresso. Forse pensava che in casa non ci fosse nessuno, forse aveva in mente di aggredire la donna. Solo lui può saperlo. Il ladro è entrato e si è trovato di fronte la padrona di casa che, nel frattempo, era stata svegliata dai rumori. Lei si è messa a urlare ma l'egiziano, naturalmente secondo l'accusa, l'ha immobilizzata e le ha tappato la bocca con una sciarpa. Ma lei si è divincolata e si è messo di nuovo ad urlare. Le urla della donna hanno svegliato il vicino di casa Francesco Zappoli che è uscito per capire cosa stava succedendo. L'uomo, con molto coraggio, è salito sul pianerottolo e ha affrontato il ladro. Il corpo a corpo è stato molto violento e Zappoli è stato colpito più volte all'addome con un cacciavite. Al termine Mahdi Mahmoud Nadi Hossein è fuggito a piedi con un telefono cellulare di Dina B. Il vicino di casa della vittima della rapina ha cercato di inseguirlo ma è stato uno sforzo inutile. L'allarme è scattato con una telefonata al 113 della questura. Sul posto sono intervenuti gli uomini della volante che hanno effettuato i primi accertamenti. L'indagine è passata alla squadra mobile e in due giorni i sospetti si sono concentrati sull'egiziano senza fissa dimora. Gli uomini del commissario capo Francesco Garcea sapevano che era rimasto in città e lo hanno cercato a lungo. Una pattuglia lo ha sorpreso l'altro giorno al Vallone.