«Pene lievi» Avani impugna la sentenza Fibronit
BRONI Il presidente di Avani, Silvio Mingrino, ha presentato appello contro la prima sentenza sul caso Fibronit, emessa nel luglio 2013, con giudizio abbreviato, nei confronti di Claudio Dal Pozzo, 74 anni, di Roma, e Giovanni Boccini, 74 anni, di Alessandria. I due erano stati condannati a 4 anni per omicidio colposo e disastro ambientale colposo. I pm avevano chiesto 7 e 6 anni. L'avvocato Mariarosa Carisano, legale di Avani, nell'appello sottolinea che «il Gup, pur ritenendo sostanzialmente sussistente in capo agli imputati la responsabilità per i fatti di cui all'imputazione ha ritenuto, da un lato, di dover riqualificare il reato riportandolo all'ipotesi colposa, e dall'altro, come diretta conseguenza di tale riqualificazione, ha mandato assolti gli imputati in relazione al reato di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro». Avani invece ritiene che si tratti di disastro ambientale perchè «la condotta degli imputati, attiva e omissiva, è proseguita anche nei periodi successivi la chiusura dello stabilimento, in quanto l'amianto risulta presente tutt'oggi», e che «continui tutt'oggi l'aerodispersione delle polveri e fibre, che vengono quindi inalate dai cittadini di Broni».