Senza Titolo

Ho letto alcuni giorni orsono due interviste giornalistiche (una sulla nostra Provincia pavese, l'altra sulle pagine del Corriere della Sera) a due politici di culture politiche opposte i signori Abelli e Capanna, nelle quali tenacemente rivendicano il loro vitalizio come un diritto acquisito. Bene! Sono un'insegnante di scuola media (la cosiddetta "prof") con 38 anni di servizio. Mi sono recata ad un patronato in quanto il mio diritto acquisito prevedeva il mio pensionamento nel marzo 2015; senonchè per effetto della famigerata riforma Fornero questo mio diritto acquisito è svanito nel nulla, potrò usufruire della pensione a partire dal 2020. L'impiegata mi ha suggerito la possibilità di scegliere l'opzione donna" e cioè potrei andare in pensione con la bellezza di 820 euro mensili. Faccio notare che chi beneficiò della pensione (beati loro) con 15 anni 6 mesi e un giorno ricevono 1.060 euro. I due signori sopracitati sono stati anche parlamentari, si ritrovano accomunati nella difesa di un loro diritto, ma cosa hanno fatto di concreto per correggere queste palesi ingiustizie? E non ditemi che questo è populismo. Per far valere le proprie ragioni non si sa più a che santi votarsi. Che delusione! Daniela Bolchini Pavia