Dieci ancora a processo per la sparizione di 61 milioni

PAVIA Alla causa civile tra la Fondazione Maugeri e il suo ex direttore generale Costantino Passerino si affianca il processo penale che si sta celebrando a Milano e che vede dieci persone imputate per associazione a delinquere finalizzate alla corruzione, alla frode fiscale e all'appropriazione indebita. Alla sbarra c'è anche Passerino: secondo la procura di Milano l'ex direttore generale della Fondazione avrebbe avuto un ruolo nella distrazione di 61 milioni di fondi neri dalle casse dell'ente. Denaro che, secondo i magistrati milanesi, sarebbe finito nelle mani di politici della Regione, tra cui l'ex governatore Roberto Formigoni (anche lui è a processo per corruzione), attraverso l'intermediazione di Pierangelo Daccò, per far ottenere alla Maugeri delibere favorevoli per i finanziamenti. La stessa contestazione viene fatta all'ex presidente della Fondazione pavese Umberto Maugeri, che però ha avviato mesi fa con la procura trattative per patteggiare. A quanto pare, il tentativo di accordo, vincolato alla restituzione di una parte del denaro che sarebbe stato distratto dalle casse, è ancora in corso. Solo a Passerino, però, i pubblici ministeri contestano anche l'appropriazione indebita: accusa legata all'ipotesi che una parte dei 61 milioni di euro – 10milioni, per la precisione – sarebbe finita su conti di società estere ricollegabili all'ex direttore generale della Fondazione. La Maugeri, invece, aveva chiuso la propria posizione patteggiando 17 milioni di euro. Ma nel processo compare ancora, sia come parte civile sia come responsabile civile. In caso di condanna degli imputati potrebbe essere chiamata a contribuire al risarcimento dei danni. Il processo procede a ritmo serrato, con due udienze a settimana. In questa fase del procedimento si stanno ancora ascoltando i testimoni del pubblico ministero, in particolare funzionari regionali chiamati a riferire i meccanismi amministrativi dei finanziamenti della Regione. Si sta approfondendo in particolare la posizione di Formigoni, accusato di avere ottenuto regalìe e altre utilità per circa 8 milioni di euro. All'ultima udienza, giovedì scorso, era stato sentito l'ex assessore regionale Massimo Buscemi, convocato come testimone al processo, che è anche marito di Erika Daccò, la figlia di Pierangelo daccò, uno degli imputati del processo. La prossima udienza è prevista per lunedì prossimo. (m. fio.)