In arrivo 400 milioni per l'Ilva
ROMA Mentre a Taranto esplode la protesta e i Tir bloccano le statali, a Roma il premier Matteo Renzi convoca un vertice per tirare le somme sul caso Ilva e spingere tutti a fare la propria parte nel più breve tempo possibile. Il vertice è durato poco più di due ore e ha visto attorno allo stesso tavolo oltre al premier e al sottosegretario Graziano Delrio, i ministri interessati, seduti di fronte ai vertici di Cassa Depositi Prestiti (Francesco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini). Presenti anche i commissari straordinari dell'Ilva Piero Gnudi, Andrea Laghi e Corrado Carruba oltre al consigliere economico Andrea Guerra. Dopo il vertice nessuna dichiarazione ufficiale, ma chi era presente ha raccontato di un premier consapevole della grave situazione che si sta creando a Taranto e della volontà del governo di aiutare i lavoratori e le imprese dell'indotto, ormai allo stremo per lo stop dei pagamenti seguito all'ammissione in amministrazione straordinaria. Un emendamento del governo in questo senso dovrebbe arrivare la prossima settimana. Un altro punto ribadito al tavolo come dato acquisito e indiscutibile: il completo adempimento delle prescrizioni Aia come stabilito dal decreto del Piano Ambientale del marzo 2014. Sempre durante il vertice i commissari straordinari hanno dato al governo la notizia della riapertura da parte di Intesa Sanpaolo delle linee di credito. Il fido si aggirerebbe intorno ai 200 milioni e sarà erogato nei prossimi giorni. La decisione è arrivata dopo un incontro avvenuto lunedì scorso al quale hanno partecipato anche le altre due banche creditrici dell'Ilva: Unicredit e Banco Popolare. A spingere la banca a rompere gli indugi e a dare nuova fiducia al colosso siderurgico in difficoltà sarebbe stata proprio la determinazione del governo a chiudere il percorso di risanamento del colosso siderurgico italiano in breve tempo. Anche Cassa Depositi Prestiti e il ministero dell'Economia (da cui Cdp è controllata all'80%) starebbero studiando un prestito garantito dallo Stato, nell'ordine di altri 200 milioni, per dare ulteriore ossigeno all'Ilva. Quattrocento milioni restano però solo un po' di ossigeno per sopravvivere qualche mese in attesa che possa decollare sia la newco che prenderà in affitto gli stabilimenti Ilva, sia la società di tournaround prevista dal decreto Investment compact che della newco dovrebbe avere la maggioranza.