Anticorruzione, intesa in maggioranza
di Maria Berlinguer wROMA Anticorruzione, la maggioranza trova l'accordo. Il giorno dopo la rottura del patto del Nazareno il governo raggiunge l'intesa sul ddl che estende la punibilità per il reato di falso in bilancio che ora sarà sempre perseguibile d'ufficio. Il via libera, inaspettato, è arrivato dopo l'incontro tra il ministro della Giustizia, Andrea Orlando e il suo vice, Enrico Costa. «Abbiamo trovato l'accordo, ed andremo avanti velocemente, mi auguro che anche M5S e Fi valutino serenamente, è stato un risultato molto faticoso e non scontato», ha detto Orlando dopo il vertice. Ma da Forza Italia per ora arrivano segnali di guerra. L'intesa sulla legge anticorruzione, arrivata dopo le sollecitazioni del commissario Raffaele Cantone e pochi giorni dopo la denuncia del capo dello Stato, Sergio Matterella, è letta come un atto di ritorsione da parte del governo. Soprattutto perché arriva insieme alla riformulazione, avvenuta nella notte, dell'emendamento all'articolo 3 del «milleproroghe» sulle frequenze tv in digitale che per Mediaset (e Rai) comporta una perdita di 50 milioni di euro da redistribuire agli altri operatori. «Ci stanno facendo pagare la levata di scudi sul patto del Nazareno, è una vendetta», dice un alto dirigente di Forza Italia. Una tesi respinta con forza dal sottosegretario alle Comunicazioni. «Posso capire la tensione di questi giorni ma suggerirei di tenersi ai fatti e non agli stati d'animo: la riforma delle norme relative al canone di frequenze è stata annunciata già da agosto 2014, anche con una lettera all'Agcom», ricorda Anonello Giacomelli. Parole che non rassicurano il Cavaliere, sempre sensibile quanto si tratta delle sue aziende e che ora teme altri atto di ritorsione e persino che la maggioranza ora possa dare seguito alla richiesta grillina di affrontare la legge sul conflitto di interessi. Molto articolato il testo che contiene le norme anticorruzione, ora all'esame del Senato. Tra i punti previsti dall'intesa c'è l'estensione del regime delle sanzioni penali all'incaricato di pubblico esercizio come quelle per il pubblico ufficiale, l'armonizzazione delle sanzioni per i casi di corruzione propria, l'induzione e messa a libro paga, con riflessi sulle pene accessorie, per esempio aumentando il periodo di tempo di contrattazione con la pubblica amministrazione, da 5 a 6 anni. Contemporaneamente il ddl introdurrà un regime di premialità, prevedendo uno sconto di pena per chi collabora, e il contenimento dell'area di non punibilità per il falso in bilancio, mantenendo il principio delle dimensioni delle imprese e delle rilevanza del fatto. «Abbiamo condiviso l'idea di sconti di pena per chi collabora e abbiamo condiviso l'idea di restringere l'area di non punibilità ma tenendo conto del fatto e delle dimensioni delle imprese», dice Orlando. Il ministro della Giustizia, molto soddisfatto per un risultato che alla vigilia non era affatto scontato, ha voluto sottolineare il rafforzamento delle misure di contrasto del fenomeno corruttivo. Sulla possibilità di usare «agenti sotto copertura» sulla falsa riga di quanto accaduto per combattere il terrorismo e la mafia come proposto dal consulente antimafia del governo, Nicola Gratteri, il governo ha deciso di procede e un «ulteriore approfondimento». Quanto ai tempi di approvazione del ddl Orlando ha promesso che saranno rapidi. «La settimana prossima il ddl sarà all'esame delle commissione, credo che il presidente Grasso (che prima di essere eletto aveva presentato un disegno di legge sulla corruzione, ndr), avrà tutta la solerzia possibile perché il testo approdi in Aula», dice. «La corsia preferenziale c'è e si arriverà presto all'approvazione», aggiunge. «Il Parlamento forse si sta prendendo un po' di tempo ma è meglio attendere un mese in più ed avere una buona legge piuttosto che correre e avere una cattiva legge, l'importante è che la facciamo», spiega il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone auspicando una legge organica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA