Banca chiusa, i residenti protestano in municipio

VISTARINO Protestano i cittadini di Vistarino dopo essere rimasti senza banca, e pure senza uno sportello bancomat. La filiale del Gruppo Ubi ha chiuso i battenti nel gennaio scorso. Sono in tanti a denunciare i disagi sostenuti per essere costretti a raggiungere il vicino centro di Magherno dove Ubi ha mantenuto aperta l'agenzia. Parlano di lunghe code a cui sono obbligati per effettuare banali operazioni. Inoltre Poste Italiane ha fatto sapere che non aprirà lo sportello per le operazioni bancarie senza poter contare su un numero minimo di correntisti. Insomma il pericolo che il paese rimanga senza un servizio importante non è stato scongiurato, nonostante il sindaco Carlo Capelli abbia spiegato di essersi mosso per tempo, appena saputo che Ubi non aveva più rinnovato il contratto d'affitto con il privato proprietario dell'immobile che ospitava l'istituto di credito. «Ufficialmente il Comune non era stato informato delle intenzioni di chiudere la filiale di Vistarino – precisa Capelli –. Tuttavia avevamo comunque contattato Poste Italiane che ci aveva assicurato la disponibilità ad ampliare i servizi, ma con un minimo di utenti». Il sindaco, ai tanti cittadini che in municipio vengono a lamentarsi, chiede di recarsi all'ufficio postale per ricevere tutte le informazioni su modalità e costi per un'eventuale apertura di un conto corrente postale. «Si potrebbero svolgere le stesse operazioni che solitamente vengono effettuate in banca – sottolinea il sindaco –. È chiaro che bisogna almeno informarsi e valutare se la proposta risulta vantaggiosa». L'idea del primo cittadino era quella di dirottare parte dei residenti, chi ne aveva necessità, all'ufficio postale di fianco alla banca, vicino al municipio, tra le poste e il poliambulatorio. «Qui si potrà aprire un conto corrente postale e svolgere le stesse operazioni che solitamente vengono effettuate in un istituto di credito – conclude Capelli –. Ubi manterrà occupati i locali fino al 20 aprile prossimo, ma successivamente si potevano collegare con l'ufficio postale». (st. pr.)