Ira Giordania: impiccati due jihadisti
di Fiammetta Cupellaro wROMA «Il sangue del nostro pilota martire ed eroe non sarà versato invano e la risposta della Giordania sarà dura e farà tremare la terra». La promessa fatta dal re Adbullah di Giordania, dopo l'uccisione del pilota di appena 26 anni, Muaz al-Kassasbeh, arso vivo in una gabbia di ferro dai terroristi dell'Is, non si è fatta attendere. Secondo fonti vicini ai Peshmerga curdi, la Giordania avrebbe bombardato Mosul, uccidendo 55 membri dell'Is tra cui un loro leader. Ma la strategia dell'orrore messa in pratica dagli uomini del califfato ha avuto il suo effetto moltiplicatore e ieri all'alba nel carcere di Swaqa, Sajida al Rishawi e Ziad al Karbouili, i due terroristi jihadisti diventati i simboli dell'Isis sono stati impiccati. Lei, irachena, era detenuta dal 2005: aveva partecipato con il marito ad un attentato ad Amman uccidendo 60 persone. L'Is ne aveva chiesto il rilascio durante la falsa trattativa sugli ostaggi giapponesi e sul pilota giordano. Ziad al Karbouili, anche lui iracheno, era stato condannato a morte nel 2007. Era uno degli ufficiali di Abu Musab al Zarkawi. Un duello feroce quello che è in corso tra la Giordania e l'Is. E molti osservatori considerano le esecuzioni come la prima mossa della Giordania che sta pensando ad un aumento dei raid aerei e a omicidi mirati di jihadisti. Ma è tutto il mondo arabo ad insorgere dopo il video che riprende la morte di Muaz al-Kassasbeh. Dopo lo choc, è scattata la rabbia. Ma anche la vendetta. Rappresaglie feroci contro i combattenti del califfato vengono invocate perfino da Ahmed al Tayyed, l'imam dell'università di Al-Azhar al Cairo il più prestigioso centro di insegnamento dell'Islam sunnita. L'imam è arrivato ad affermare «la crocifissione e l'uccisione» degli uomini del califfato, definita «un'organizzazione terroristica satanica». Tayyeb ha invitato la comunità internazionale a combattere contro «chi ha offeso l'Islam e il profeta Maometto». Anche il monarca saudita Salman Ben Abdel Aziz ha parlato di uccisione «contraria all'Islam e a tutti i valori dell'umanità». Dure condanne arrivano dall'Iran e dal segretario generale della Lega araba Nabil al-Arabi che parla di «ritorno al Medioevo». In Italia, le immagini scioccanti del pilota morto nella gabbia circondata dal fuoco sono arrivate il giorno dell'insediamento al Quirinale di Sergio Mattarella. Il nuovo presidente della Repubblica aveva parlato di lotta al terrorismo nel suo discorso davanti alle Camere e ieri ha inviato al popolo giordano un suo messaggio. «Sono certo che la tragica fine del tenente al-Kassasbeh ed il grande dolore sofferto dalla sua famiglia rafforzeranno l'unità del popolo giordano e la collaborazione con la comunità internazionale per sconfiggere la piaga del terrorismo». C'è poi un altro fronte aperto. In Giappone, che ha pagato il suo tributo al terrorismo con l'uccisione di due cittadini. L'ultimo è stato il giornalista Kemji Goto, decapitato. Il premier Shinzo Abe, oltre ad esprimere la profonda indignazione per la morte del pilota, ha annunciato che Tokyo sta pensando di rivedere la sua costituzione pacifista. L'articolo 9, che limita fortemente la possibilità del Giappone di utilizzare forze militari, verrà emendato. La risposta, dunque, ci sarà e non saranno solo parole. ©RIPRODUZIONE RISERVATA