Impianto Retorbido «Esiste un elevato pericolo di incidenti»
di Roberto Lodigiani wRETORBIDO Entra nel vivo la partita a scacchi sull'impianto per il trattamento di penumatici usati all'ex fornace Valdata di Retorbido. Da un lato, Italiana Energetica Tire, la società milanese titolare del progetto ha ufficializzato la richiesta di Via (Valutazione di impatto ambientale) e Aia (Autorizzazione integrata ambientale), attraverso il legale rappresentante Massimiliano Zampolli Luchsinger: si tratta di due momenti fondamentali nell'iter per il via libera all'impianto di pirolisi (procedimento chimico che prevede di scaldare fino a 800 grammi le gomme dismesse per ricavarne oli combustibili e gas). Ora ci saranno due mesi di tempo per le eventuali osservazioni, ma la scadenza sarà probabilmente preceduta dalla Conferenza dei servizi, altro passaggio decisivo. Nel frattempo, il caso Retorbido finisce in Regione, con la mozione presentata, come primo firmatario, dal leghista Angelo Ciocca, presidente della commissione Attività produttive, ma sottoscritta anche dagli altri tre pavesi al Pirellone, Giuseppe Villani (Pd), l'assessore Mario Melazzini (Ncd) e Iolanda Nanni (5 Stelle). La discussione, prevista ieri, è slittata alla prossima seduta, ma è comunque significativo che a Milano si discuta del progetto, visto che l'ultima parola spetta proprio alla giunta Maroni. La mozione, che fa seguito all'incontro pubblico del 22 gennaio promosso dal sindaco Isabella Cebrelli, esprime forti preoccupazioni sull'impatto del progetto. Il nuovo insediamento prevede il trattamento di 100 tonnellate di pneumatici al giorno per un totale di 32mila all'anno, «pari al 10% dell'intera produzione nazionale»: per i firmatari, rientrerebbe nella classificazione ad alto pericolo di incidenti «a causa dello stoccaggio di ingenti quantitativi di sostanze pericolose». Non solo. L'area dell'ex Valdata, «presenta elevati rischi idrogeologici a causa di fenomeni di esondazione e dissesto per la presenza dei torrenti Staffora e Rile»; a 200 metri, vi sono abitazioni, a un centinaio la greeneay ciclopedonale e «nelle immediate vicinanze numerose coltivazioni vinicole e cerealicole di alto pregio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA