Mortara, nuovi soci pronti a entrare
MORTARA Mortara, quarta città della provincia che ama la pallacanestro (la squadra, che per onor del vero arriva da Cassolnovo, si difende nel prestigioso campionato di serie B), ma che vuole riscoprire anche il calcio. Da qualche anno i biancoazzurri di via Trento galleggiano tra Prima e Seconda Categoria, non il massimo per una città di oltre 15mila abitanti. Qualcosa però bolle in pentola per riportare in auge il nome del Mortara nel calcio dei dilettanti. Anche perchè finora la stagione della squadra maggiore, che doveva essere tra le favorite per la vittoria finale del campionato, è piuttosto deludente. Un doppio cambio d'allenatore, prima con Fabio Ferraresi poi con l'arrivo di Angelo Gallanti e da poco con il ritorno di Ferrararesi, e risultati che stentano davvero ad arrivare. Guardando oggi la classifica per il Mortara raggiungere i play off di fine stagione sarebbe già una conquista. «Però il calcio è così, non sempre va come si pensa – sottolinea il dirigente di lunga data del sodalizio mortarese Maurizio Rovida – L'anno scorso, il primo dopo una sorta di rifondazione interna della società, abbiamo colto buoni risultati in Seconda che non ci si aspettava, quest'anno sta andando diversamente ma non ne facciamo un dramma, guardiamo più in là». Si, perchè a Mortara l'intenzione nonostante tutti i problemi di sorta che affliggono il calcio dei dilettanti (su tutti gli sponsor che mancano per via della crisi), è quella di riportare in alto la società. Già nell'ultima estate ci sono stati alcuni innesti tra i soci del Mortara: Massimo Sommi, Massimo Lasagna, Umberto Ortu e l'ex giocatore del Mortara Gianluca Apicella. «E in futuro non è da escludere che qualcun altro possa entrare o chi c'è già insieme ai nuovi possa passo dopo passo aumentare l'impegno – aggiunge Rovida – Sono cose che però si vedono man mano». Si parla, ad esempio, già dell'interessamento alla piazza mortarese di alcuni dirigenti e tecnici. Nomi non circolano, anche perché potrebbe trattarsi di uomini di calcio ora tesserati in altre società, però che qualche abbocco ufficioso con i piani alti di via Trento ci sia pare un dato di fatto. Da uomini di calcio però i dirigenti del Mortara parlano chiaro: «Siamo disponibili a ascoltare chiunque voglia partecipare al nostro progetto, però fin quando nessuno si presenta in sede a parlare restano solo ipotesi e parole in libertà». Intanto si lavora anche per il multietnico settore giovanile (oltre 140 tesserati) della società mortarese: «Abbiamo dei progetti – spiega il dirigente Gian Luigi Avidano – per fare diventare la nostra scuola calcio tra quelle certificate in Lombardia». «In quest'epoca di un calcio con pochi soldi – aggiunge Rovida – badare al settore giovanile forse ancora più che alle squadre maggiori è fondamentale». Sandro Barberis