Banca di Vigevano ex presidente contro la fusione
VIGEVANO È ancora polemica tra una parte dei soci della Banca di Vigevano - Credito Cooperativo sul destino dell'istituto di via Trivulzio, e il Consiglio di amministrazione dopo la decisione del Cda (presa alla fine di luglio 2014) di approvare l'incorporazione della banca alla consorella di Carate Brianza, che fa parte dello stesso circuito delle Banche di credito cooperativo. Il Cda la ritiene una strada obbligata per garantire un futuro alla piccola banca vigevanese. Il vice presidente vicario, Fabrizio Mantovani, aveva dichiarato a luglio: «È stata scelta una strada che ci dà concrete garanzie. Respingerla avrebbe avuto conseguenze che non oso immaginare, di certo più violente, che avrebbero potuto comportare poi seri problemi all'occupazione, ai soci e al territorio stesso». Il Cda della Banca di Vigevano aveva spiegato che il via libera al progetto industriale «era uno dei passi vitali di un piano dettagliato di accorpamento, per il quale, già nel febbraio scorso il Cda (presidenza Casazza, ndr) aveva dato consenso all'invito posto da Banca d'Italia». A giugno, però, il presidente Ernesto Casazza, assicuratore, uno dei fondatori dell'istituto di credito, si era dimesso. Gli è subentrato Gian Franco Brusco, ex ragioniere capo e poi revisore dei conti del Comune di Vigevano. L'altro ieri si è tenuta nella città ducale la quarta riunione con i soci (le prime tre erano state convocate ad Abbiategrasso, Mortara e Gambolò): la prossima è prevista il 16 febbraio, sempre a Vigevano. E lunedì l'ex-presidente Casazza ha tenuto un intervento ancora critico (diffuso in una nota) rispetto alle scelte del Cda, chiedendo risposte su questioni aperte e sottolineando che, sotto la sua presidenza, «in un momento così particolarmente difficile per l'economia», i soci sono passati dalle «619 unità alla data di fondazione nell'aprile 2008 con attività iniziata il 7 febbraio 2011, ai 1053 del maggio 2014». Casazza ha già annunciato il suo voto contrario all'incorporazione quando (forse a metà marzo) si terrà l'assemblea straordinaria dei soci che dovrà votare sul futuro della banca. «Casazza ha già avuto all'ultima riunione tutte le risposte alle domande poste – afferma il presidente Brusco –. Comunque, giovedì (domani per chi legge, ndr) si riunirà il Cda e valuterà se e come rispondergli ulteriormente, anche se la questione da lui posta non è all'ordine del giorno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA