Bereguardo, nuovo problema al ponte «Ora tavolo tecnico»
BEREGUARDO Ancora transenne al ponte in chiatte. Il nastro rosso che delimitava il punto in cui si è sollevata la lamiera d'acciaio che fissa l'impalcato è stato levato ieri ed è stato anche tolto uno dei cartelli che segnalavano lo stato di pericolo. E' rimasto solo uno dei segnali stradali che obbligano gli automobilisti a prestare attenzione. «La lamiera si è innalzata pericolosamente e la carreggiata è in questi condizioni da venerdì scorso, senza che sia ancora stata sistemata – dice Carlo Maiocchi, portavoce del Comitato Ticino 2000 -. Ma non va dimenticato che siamo in periodo invernale e molti pendolari percorrono il ponte al mattino presto e a tarda sera, per questo sarebbe necessario intervenire con urgenza». E' l'ennesima ferita che va a lacerare una struttura già fortemente compromessa. Lotta per la sopravvivenza questo ponte che non ha solo un valore storico, ma ha anche una funzione viabilistica fondamentale. Lo ripete come una litania Carlo Maiocchi che, insieme ai cittadini di Zerbolò, Parasacco e Bereguardo, continua la battaglia per mantenerlo in vita. »Non si può più rinviare – insiste -. E' evidente che la struttura ha bisogno di interventi risolutivi, le sue condizioni sono sempre più precarie e se non si trovano risorse da destinarvi , si rischia di perdere un'opera storica e fondamentale per questa parte del Pavese». Intanto, proprio ieri, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Iolanda Nanni ha incontrato l'assessore Alessandro Sorte a cui ha chiesto la convocazione del tavolo tecnico, promesso dalla Regione, dove si dovrebbero decidere i prossimi interventi. Ma soprattutto dove si dovrebbe stabilire a quale ente spetta il compito di mettere le risorse necessarie per la sistemazione radicale del ponte di Bereguardo. Circa 500mila euro, denaro che la Provincia non ha a disposizione. Nanni fa sapere che «l'assessore Sorte ha assicurato che la direzione generale infrastrutture di Regione Lombardia contatterà a giorni la Provincia per avviare il tavolo tecnico - politico». Un tavolo a cui dovrebbero partecipare anche i Comuni di Bereguardo e Zerbolò, Aipo e Parco del Ticino. Stefania Prato