Oggi l'addio a Meloni ristabilì l'alleanza università-S. Matteo

«Perché hanno scelto me? Perché, in un momento cosÌ delicato per la facoltá , occorre una persona che sappia mediare, capace di ricucire le contrapposizioni frontali». Spiegava così, il 4 ottobre del 1995, la sua elezione a rettore della facoltà di medicina in una competizione a tre con Egidio Romero e Aris Zonta. I problemi 20 anni fa? «Non si riescono a inserire i giovani laureati nelle nostre cliniche – spiegava allora – gli spazi sono bloccati da ricercatori che invecchiano, hanno in media 46 anni e non trovano altri sfoghi». di Anna Ghezzi wPAVIA È morto ieri notte, a casa sua, Cesare Meloni, 82 anni, direttore dell'istituto di Igiene per quasi 40 anni e preside della facoltà di medicina dell'università di Pavia dal 1995 al 2004. «Mio suocero avrebbe compiuto 83 anni questa settimana – spiega Carlo Marena della direzione medica di presidio del policlinico San Matteo –. Era malato da tempo, si era aggravato la scorsa primavera». Era stato curato a casa come se fosse in ospedale dalle due figlie, Federica, pneumologo al San Matteo, e Giulia, radiologa, e dal genero, in modo da poter stare fino all'ultimo accanto alla moglie Maria Concetta. I funerali saranno stamattina alle 10 nella basilica di San Lanfranco, a Pavia, la salma sarà poi tumulata a San Giovannino. «Si è sempre dedicato anima e corpo all'università – racconta Marena – e alla famiglia. A casa, quando non era impegnato coi compiti dei nipoti, scriveva e leggeva articoli, anche dopo la pensione. Teneva molto alla famiglia». Meloni è stato l'artefice della convenzione "nuova" tra il San Matteo e l'università di Pavia nel 2003, dopo 8 anni di lavoro e mediazione, andando a riempire un vuoto che aveva creato problemi nei rapporti tra docenti e medici che convivevano nello stesso reparto, nello stesso ospedale, fianco a fianco. Eletto proprio per le sue capacità di mediazione, capace di navigare anche sui terreni più spigolosi. Professore a 36 anni, poi presidente nazionale della Società italiana di Igiene e del consiglio direttivo della World Association of pubìblic Health di New York, socio effettivo della New York Accademy of Science e componente del gruppo istitutivo del Cindi Programme dell'Organizzazione mondiale della sanità per la prevenzione delle malattie non trasmissibili. Ma anche fondatore della classe di laurea infermieristica, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva, professore di centinaia di medici pavesi: sono solo alcune tappe della carriera di Meloni. «Si è laureato a Siena – ricorda Gabriele Pelissero, professore di Igiene a Pavia, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato e suo allievo – poi è stato chiamato alla cattedra di Igiene nell'università di Pavia nel 1968 dove ha continuato a lavorare con il suo maestro, il professor Luigi Checcacci e, dopo la morte, lo ha sostituito alla direzione dell'Istituto. Studioso acuto e poliedrico si è dedicato all'epidemiologia delle malattie croniche non infettive, all'igiene dell'ambiente e all'organizzazione sanitaria. Presidente della Società italiana di igiene negli anni difficili del referendum che farà nascere il Ministero dell'Ambiente, si è battuto con determinazione perché l'intervento di tutela dell'ambiente vedesse sempre al centro l'uomo e la promozione della sua salute. Quanti lo hanno conosciuto e hanno avuto il privilegio di lavorare con lui ricorderanno sempre il maestro e l'uomo, la sua gentilezza, il suo pensiero nitido e acuto, la sottile ironia».