«Ospedale condannato con i tagli della Regione»

TORTONA Senza i reparti di rianimazione, terapia intensiva e cardiologia l'ospedale di Tortona muore. Questo dicono i medici in servizio al nosocomio e gli esperti della sanità tortonese che hanno stilato un documento sui servizi minimi indispensabile per garantire un furto all'ospedale cittadino. Il documento è stato presentato ieri alla riunione della commissione sanità presieduta da Antonello Santoro. Una riunione in cui il sindaco, Gianluca Bardone, ha lanciato l'allarme anche sulla prevista riduzione dei posti letto (230 in tutta la provincia, ma probabilmente quasi tutti su Tortona, Ovada ed Acqui Terme) annunciata dalla Regione. «Il documento – ha detto Bardone – non significa rinunciare al ricorso al Tar, ma semplicemente mettere in preventivo che, nel caso in cui passasse la linea di Chiamparino, questi sarebbero i servizi minimi di cui il nostro ospedale ha bisogno e sotto i quali non può scendere». I servizi minimi per tenere in vita l'ospedale di Tortona, oltre al mantenimento del Pronto Soccorso, sono: il mantenimento delle unità operative con letti di cardiologia, di terapia intensiva e rianimazione eventualmente anche senza primario, l'attivazione di un'area di terapia sub intensiva con il mantenimento dei 6 posti letto attuali, il mantenimento di unità di neurologia tramite letti destinati al recupero funzionale, il potenziamento della Chirurgia e il mantenimento del reparto di otorino, il potenziamento della Medicina generale, un Day Ospital oncologico, il mantenimento delle medicine dei servizi nonché l'apertura di un reparto di riabilitazione e fisioterapia con 20 letti.