FRANCESCO COSSIGA
1985. Il futuro picconatore è di là da venire: il discorso di Cossiga è costruttivo e concreto, spazia dalla gente comune («che lavora, gioisce e soffre, non si riconosce nell'astuzia») alle autonomie locali. È il primo a parlare dell'esigenza di «un più incisivo ruolo riconosciuto alla donna», a denunciare sprechi delle risorse pubbliche, a puntare il dito contro le mafie. Vede il rischio di una crisi di credibilità della giustizia e cita Pertini: «Non basta che il magistrato sia dipendente, deve anche apparire tale». È l'anno dopo il Concordato: «Credere o non credere non può essere una discriminante nella nostra vita democratica». In piena guerra fredda, afferma che la pace non si gioca solo tra Usa e Urss, ma anche «su quell'altra drammatica frontiera che è la lotta a fame e sottosviluppo». Auspica le riforme come «adattamenti dell'assetto istituzionale».