enrico de nicola

1946. Il capo provvisorio dello Stato, attento a voler distinguere il proprio ruolo da quello di un presidente della Repubblica, non si presenta neppure all'Assemblea Costituente: rimane a Torre del Greco e manda all'Aula un messaggio, che viene letto da Saragat: all'opera immane di ricostruzione, scrive, devono concorrere «tutte le energie vive della Nazione, non esclusi coloro i quali si siano purificati da fatali errori e da antiche colpe». Ricorda che «la vera pace è quella delle anime», e allarga il discorso anche oltre i confini: il nuovo equilibrio mondiale, infatti, «non si costruisce sui rancori». Il suo messaggio è centrato sull'orgoglio nazionale: vuole riconciliare un Paese convincendolo che l'unica forza dell'Italia è «la nostra infrangibile unione». Con una frase memorabile, cita il generale prussiano von Moltke: «Marciare divisi per combattere uniti».