Quelle parole che hanno fatto la storia

servizi di Andrea Sarubbi wROMA In ogni ricetta c'è la mano creativa dello chef, e in ogni discorso di insediamento la storia personale del nuovo presidente. Ma alcuni ingredienti non cambiano mai: esaltazione dei predecessori tra gli applausi dell'Aula, ruolo della Resistenza (o del Risorgimento, dirà Carlo Azeglio Ciampi) nella storia del Paese, centralità del Parlamento, importanza del dibattito politico, appello all'unità nazionale e alla concordia, ruolo degli organismi sovranazionali, rapporti tra Stato e Chiesa, importanza delle riforme, richiamo alla Costituzione e all'autonomia dei poteri dello Stato, ringraziamento alle Forze armate, citazione (soprattutto negli ultimi decenni) degli italiani all'estero e delle minoranze linguistiche. Difficile che stamattina, a Montecitorio, Sergio Mattarella ne lasci per strada qualcuno: è un po' come nel pattinaggio artistico di figura, dove certi salti e sequenze di passi sono praticamente obbligatori per tutti gli atleti. Poi, certo, ogni momento storico ha le sue peculiarità e le sue sfide: nei discorsi dei presidenti che hanno preceduto Mattarella si rileggono la ricostruzione del dopoguerra, le stragi di mafia, le guerre nei Balcani, la nascita dell'Europa, la guerra fredda, gli anni di piombo, l'immigrazione, il Sessantotto, Mani Pulite, le riforme. E ripercorrerli tutti insieme è un tuffo nella storia d'Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA