Assunti per imparare L'apprendistato convince gli artigiani

PAVIA L'apprendistato è una delle principali vie di ingresso al mondo del lavoro. Ma sono ancora poche, in provincia di Pavia, le imprese che assumono con questa forma contrattuale che prevede che l'azienda si impegni ad addestrare l'apprendista, attraverso fasi di insegnamento pratico e tecnico-professionale. Insomma lavoro più formazione. Regione Lombardia ha stanziato le risorse da destinare ai giovani apprendisti, un pacchetto che complessivamente ammonta a 6,3 milioni di euro e che è già stato suddiviso tra tutte le province lombarde. Il 90% dei fondi, pari a 5,13 milioni, sarà destinato alle attività formative e il restante 10% per le azioni di accompagnamento non coperte da finanziamenti nazionali o comunitari. Alla provincia di Pavia arriveranno 204.717 euro (decimo posto per quanto riguarda l'entità delle risorse erogate). Dalla Regione spiegano poi che «i 6,3 milioni di euro saranno ripartiti assegnando a ogni ente provinciale 50mila euro, per un totale di 600mila euro, in modo da garantire l'utilizzo di questo strumento anche nei territori con un minor numero di apprendisti». «L'erogazione di 5,7 milioni – sottolineano – ha tenuto conto del numero di apprendisti che sono stati assunti e sono attivi in ciascuna provincia in base alle rilevazioni compiute al 30 giugno 2013». L'assessore regionale alla formazione Valentina Aprea fa sapere che «Bergamo, Lodi e Varese saranno le prime a ricevere il contributo di 50mila euro, poiché hanno già esaurito i precedenti fondi, significa che, in queste aree, l'apprendistato professionalizzante ha funzionato». Ma secondo l'assessore provinciale Emanuela Marchiafava «ha funzionato anche nella provincia di Pavia», e ricorda che «la distribuzione delle risorse tiene anche conto della popolazione». Lo scorso anno, dice Marchiafava, gli apprendisti sono stati un migliaio. «Si tratta del numero complessivo delle doti erogate – precisa l'assessore – e sono fondi che servono alle aziende per la formazione». Da Confartigianato fanno sapere che in un anno sono stati attivati una trentina di contratti di apprendistato con dote, 11 negli ultimi sei mesi. «Il dato riguarda le circa 400 aziende che la nostra associazione segue dal punto di vista amministrativo – spiega il direttore Stefano Bruni -. Gli imprenditori sono spaventati dalle 120 ore di corsi che l'apprendista deve seguire durante l'orario di lavoro». Potrebbe essere questa una delle ragioni per cui l'apprendistato fatica a decollare. Ma per il presidente di Confartigianato, Renato Perversi, è uno strumento utile. «E' importante soprattutto per le piccole imprese dove è fondamentale una formazione adeguata – spiega –. E' necessaria una buona dose di esperienza per risolvere problemi che ogni volta si ripropongono in modo diverso. Si dovrebbero piuttosto stanziare più risorse, perché non va dimenticato che l'apprendista di oggi potrebbe diventare l'imprenditore di domani. Si tratta quindi di ridare valore ad un mestiere antico». Le doti, secondo Perversi, offrono una boccata d'ossigeno alle aziende che devono fare i conti con cali nella produzione e aumenti dei costi. Stefania Prato