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PRESIDENTE / 1 Dietro a Mattarella un significato profondo nL'inattesa candidatura di Sergio Mattarella al Quirinale, nonostante abbia assunto, com'era prevedibile, una connotazione fortemente "politica", racchiude in sé qualcosa di ben più profondo e significativo di quello che ci si potrebbe aspettare dalla mediocrità dell'attuale compagine di Governo e dalla desolazione culturale in cui la classe politica italiana versa ormai da decenni. Essa si inserisce infatti nel lungo e perseverante percorso compiuto dalla grande tradizione dei giuristi cattolico-democratici che ha accompagnato, sin dalla sua nascita, la nostra storia repubblicana: un percorso caratterizzato dalla luce di menti tanto alte e raffinate nel loro contributo alla scienza costituzionale, al diritto e alla vita della nostra Repubblica quanto schive, riservate e lontane dai clamori e dalle ostentazioni del potere. La vicenda umana, politica e culturale di Sergio Mattarella si pone infatti in linea di continuità con il pensiero di Costantino Mortati, autorevolissimo padre della Carta costituente, di Giorgio La Pira, siciliano come lui, di Giuseppe Dossetti, di Aldo Moro e soprattutto dell'amico Leopoldo Elia (a sua volta allievo di Mortati), come lui Giudice e poi Presidente della Corte costituzionale. Nel discorso tenuto il 24 febbraio 2008, celebrando davanti alla Consulta il sessantesimo anniversario della Costituzione, quest'ultimo ebbe a dire: "La parola d'ordine della 'governabilità' rischia di diventare il passe-partout non per soluzioni di efficienza costituzionale, ma di estrema personalizzazione del potere e di impoverimento dell'ispirazione democratica". Una riflessione più che mai attuale che necessita perciò di un "custode severo e disciplinato realizzatore" come proprio Mattarella potrebbe essere. Tutto ciò, senza voler dimenticare l'ulteriore e profondo legame di Mattarella, in questo caso anche "simbolico", con la lotta alla criminalità organizzata e con l'introduzione della legge Rognoni-La Torre del 1982, concepita a seguito dell'ondata di attentati mafiosi in cui perse la vita, tra gl'altri, il fratello Piersanti. Una candidatura che, in sostanza, dovrebbe saper guidare la politica con la scienza costituzionale e non consentire che accada l'inverso. Matteo Rovati vicesindaco di Mezzana Rabattone presidente / 2 La Balena bianca non muore mai nNel 1851 è stato pubblicato dallo scrittore statunitense Herman Melville un libro dal titolo Moby Dick, in italiano tradotto la Balena Bianca. ieri, sabato 31 gennaio 2015, il parlamento a camere congiunte alle ore 12.58 ha ratificato l'elezione dell'onorevole Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica Italiana. Il personaggio è sicuramente accettabile da ogni partito politico: certamente non solo il meno peggio ma, forse, uno dei migliori candidati proposti. Ma, tornando al libro, la vittoria di Renzi e l'elezione di questo Presidente mi pare solamente il ritorno di quel partito che è rimasto tra le pieghe della politica e che ora esce allo scoperto: la Dd, la grande Balena Bianca. Come non riuscì il comandante del Pequod, il capitano Achab, ad abbattere Moby Dick, il grande capodoglio a cui da anni dava la caccia, così come potevano credere i nostri poveri Pm di affondare la Democrazia Cristiana? Infatti eccola che risorge in tutta la sua prepotente forza: Renzi e Mattarella, i due personaggi più importanti della nostra Repubblica di corrente demitiana, più una pletora di parlamentari Pd che hanno nella loro nascita politica la Dc. Io. come Ismaele del racconto, mi sento un naufrago, perso in mezzo ai flutti di una politica che mi allontana a ogni secondo che passa dalla terra promessa. Fabrizio Girani Voghera presidente / 3 Ancora un grazie a Napolitano nIn questo periodo politico molto particolare per l'elezione del Capo dello Stato, mi chiedo perché l'ingratitudine dei politici che appartengono a un'area politica ben definita superi la dovuta riconoscenza che si deve a una persona corretta e democratica come Giorgio Napolitano. E' rimasto in carica per nove anni non perché - bisogna sottolinearlo - lo volesse lui, ma perché i partiti al momento della scadenza naturale non stati in grado di eleggere un altro. Napolitano ha accettato un altro mandato, e alla sua età ne avrebbe sicuramente fatto a meno. Ma il "dittatore" o "vecchio comunista", come da certa parte politica viene chiamato, ha voluto rimanere al suo posto per servire ancora una volta l'Italia. La sua correttezza e imparzialità sta nei fatti dei suoi comportamenti istituzionali, anche se a qualcuno può aver dato fastidio. Certamente è stato un Presidente anche interventista, e come non poteva non esserlo in certi frangenti? Tutti ricordano la vergogna che l'Italia ha dovuto subire quando Presidente del Consiglio è stato Silvio Berlusconi, poi la presa in giro di tutta Europa; Napolitano ha dovuto per forza porvi rimedio facendogli dare le dimissioni. Assieme a Pertini e a Ciampi secondo me Napolitano è stato il miglior Presidente della Repubblica. Per il bene dell'Italia mi auguro che il nuovo Presidente si dimostri indipendente dai partiti e all'occorrenza sia capace di intervenire con energia sia a destra che a sinistra come ha fatto Giorgio Napolitano che tutti gli italiani dovrebbero ringraziare. Giuseppe Lanfranchi Pavia presidente / 4 Eletto dal popolo? Sì, ma si decida come nCredo sia volontà di molti poter eleggere direttamente il Presidente della Repubblica, ma con quale modalità? I candidati sarebbero dettati dai partiti? Ottenuti da primarie interne? Allora sarebbe un'elezione a timbro politico, con ripercussioni sul governo. Oppure candidati che si scelgono da soli? Cioè si apre un bando e i politici danno la loro disponibilità? Non credo proprio, e poi onestamente è ancora così importante la figura del presidente, visto che l'Italicum nominerà un capo del Governo fortissimo? Praticamente già qui si ha una sorta di elezione diretta, anche se il sistema elettorale più idoneo resta quello delle regionali. Favorevole dunque all'elezione diretta del capo dello Stato, ma prima si decida bene il criterio di scelta dei candidati. Sergio Barbieri Montebello della Battaglia pavia Ma le materne non chiuderanno nLe scuole Muzio e Malcovati non chiuderanno finché i numeri lo permetteranno. Nessuna scuola chiuderà, ci sarà solo un ridimensionamento, precisamente verranno tolte 3 sezioni di materne su 56. Durante il Consiglio vomunale del 29 sono stati spiegati dettagliatamente, anche grazie al supporto di proiezioni, dall'assessore Cristiani le motivazioni di questo necessario ridimensionamento. Nonostante questo ho continuato a vedere genitori allarmati, arroccati sulle proprie posizioni e a tratti polemici. Ma veramente questa protesta nasce perché alcune famiglie non avranno più l'asilo davanti all'uscio di casa ma a soli 3, 4 forse 5 chilometri? Veramente bisogna pensare che una logica razionalizzazione, per rendersene conto basta vedere i numeri, sia uno dei motivi scatenanti di tale protesta? Questi genitori preferirebbero forse che gli asili venissero privatizzati? Preferirebbero accompagnare il figlio a piedi ma in un asilo con una retta mensile di 500 euro? Preferirebbero si fosse proceduto come ha fatto l'ex assessore Faldini con il Landini, scuola materna trasformata in un nido privato? Purtroppo l'argomento si presta a una facile strumentalizzazione volta a delegittimare l'operato della giunta Depaoli. Ora, scongiurato il pericolo della chiusura delle scuole e compreso che ridurre di poche sezioni è ben diverso rispetto a togliere un servizio, mi auguro che il problema venga ridimensionato e che il clima tra i genitori possa tornare sereno. Paola Ranchini Pavia