Ostetricia e Medicina si aggrava l'emergenza
Torneranno a incontrarsi il 9 febbraio, dopo la brusca rottura al tavolo di conciliazione in prefettura e il via libera delle assemblee allo sciopero e ad altre misure di protesta, i sindacati della funzione pubblica e Opera Servizi, la coop romagnola che si è aggiudicata i servizi alberghieri e socio-assistenziali deglio ospedali provinciali. Al centro della vertenza il nuovo contratto degli ausiliari. di Roberto Lodigiani wVOGHERA I numeri di un'emergenza infermieri sempre più grave all'ospedale di Voghera, li elenca Sandro Vaccari, sindacalista di lungo corso della Cisl: «A Medicina erano attesi sette nuovi infermieri, ne sono arrivati soltanto due e gli altri cinque non si sa che fine abbiano fatto. Per coprire i turni di servizio, continuano a richiamare la gente da casa ma logicamente non se ne può più. A Ginecologia mancano quattro ostetriche, oltre alla caposala che è andata in pensione e non è mai stata sostituita. Anche le sale operatorie sono in difficoltà per carenza di personale. Il Pronto soccorso ha perso per mobilità cinque infermieri e i due nuovi non sono stati ancora inseriti». Mentre la vertenza ausiliari è in pieno svolgimento e la minaccia dello sciopero tutt'altro che scongiurata, crescono disagi e malumori nei reparti. Ma se Voghera soffre, Varzi non ride. Al Santissima Annunziata, resta irrisolto il problema del reparto sub-acuti che funziona a mezzo servizio, con soli 8 posti letto attivati su 15 disponibili e pazienti dirottati a Chirurgia, dove il paradosso è il maggior numero di medici in organico rispetto agli infermieri (sette a cinque). «Non si può andare avanti così – chiosa Vaccari – Anche l'ispezione Asl ha rilevato le criticità, servono risposte immediate». ©RIPRODUZIONE RISERVATA